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La presenza di Cristo costringe gli uomini a fare una scelta

Scritto da il 21 Gennaio 2024

Spiritualità – Terza domenica (anno B), la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:

Ascolta “La presenza di Cristo costringe gli uomini a fare una scelta” su Spreaker.

 

Nelle letture di questa domenica troviamo due affermazioni che sembrano in contrasto tra di loro. Gesù, nel Vangelo, afferma: “ Il tempo è compiuto”, mentre l’apostolo Paolo nella seconda lettura dice “ il tempo è breve”. Si parla, dunque, di due tempi diversi.

Gesù si riferisce all’attesa del Messia e pertanto può affermare che il tempo è compiuto perché in Lui le promesse di Dio, finalmente si sono pienamente adempiute. Con Cristo l’attesa è finita, perché in Lui il Regno di Dio si è fatto visibile e l’uomo può entrarvi con la fede e la conversione della vita, cioè con una decisione che coinvolge la sua libertà.

 

Qual è il tempo che ci separa dalla venuta di Cristo?

San Paolo parla, invece, del tempo che ci separa dalla venuta definita di Cristo. È il tempo della Chiesa che potremmo qualificare come l’”oggi” concesso da Dio all’uomo perché si decida a porsi alla sequela di Cristo per partecipare del dono della salvezza.

Questo tempo è sempre breve perché noi non conosciamo né il giorno né l’ora della venuta di Cristo, sappiamo però che può essere ogni giorno e ogni ora, perché questi in cui viviamo sono “ gli ultimi tempi”.

La presenza del Signore e la prossimità del suo Regno sono una provocazione  che costringe gli uomini a fare una scelta: o con Cristo o contro Cristo. È per questo motivo che l’evangelista Marco dopo averci presentato l’inizio del ministero di Gesù inserisce il racconto della chiamata dei primi discepoli.

Simone e Andrea come Giacomo e Giovanni sono impegnati nel loro lavoro quando Gesù entra nella loro vita con una parola: “Venite dietro a me”.

E lasciarono tutto quello che possedevano. Il loro è stato il “sì” della vita. Hanno potuto abbandonare le reti, la barca, i garzoni e perfino il padre Zebedeo perché in quell’uomo, Gesù di Nazareth, hanno visto la possibilità di costruire la loro esistenza sulla roccia e non sulla sabbia dell’effimero e della precarietà.

 

Cristo vuole portare la salvezza alle persone, ecco perché occorre conoscere il Vangelo

“Vi farò pescatori”! Capiscono cosa vuole dire pescatori perchè è il loro mestiere. Ma pescatori di uomini? Si tratta di un compito inedito e misterioso che comprenderanno vivendo con Gesù. In definitiva il Signore affida loro la sua missione: portare la salvezza alle persone.

Con Cristo è iniziata una nuova storia,  che deve essere continuata ed incarnata nella trama oscura ed incerta della storia umana anche dopo il suo ritorno al Padre celeste. Per questa straordinaria missione ha voluto avere bisogno della nostra collaborazione.

Quale grande fiducia ha riposto il Signore in noi! Come è possibile, allora, dire che ammettere l’esistenza di Dio significa mortificare la dignità della persona? È vero, invece, che il Signore capovolge la mentalità del mondo segnata dall’egoismo e dal desiderio di potere, per offrirci una visione più alta dell’esistenza.

Ci dice che la riuscita della vita non dipende dal prestigio, dalla ricchezza, dalle capacità organizzative, ma è legata all’umiltà, alla discrezione, alla misericordia, alla bontà, all’amore perché il Signore ha vinto il mondo con queste “armi”. Se lo Spirito di Gesù abita nei nostri cuori, anche noi potremo fare quel che ha fatto lui.

 

Francesco Cavina

S.E. Mons. Francesco Cavina

 


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