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La conversione è un invito a cambiare vita

Scritto da il 21 Gennaio 2023

Caravaggio, conversione di San Paolo di Tarso, 1600 (Fototeca Gilardi / AGF)

 

Spiritualità – La riflessione sul Vangelo di domenica 22 gennaio 2022 del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:

Ascolta “La conversione è un invito a cambiare vita” su Spreaker.

 

Gesù, dopo che il cugino Giovanni fu arrestato si trasferisce da Nazareth a Cafarnao, una città che sorgeva sulle rive del lago di Tiberiade e che aveva un carattere cosmopolita. In essa, come del resto nella regione della Galilea, abitavano anche pagani. Con questa sua scelta, afferma chiaramente che la parola che Egli annuncia non è riservata al solo popolo d’Israele, ma è per tutti. Gesù è la Luce che viene ad illuminare il mistero che è Dio e il mistero che siamo noi perchè ci svela che il fine ed il senso della nostra esistenza è la comunione con Dio, che è amore, nella vita presente e un domani nella vita eterna .

Per cogliere la novità che è entrata nel mondo con la Persona di Cristo è necessario la conversione: Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino. Potremmo dire che il Signore si presenta come l’ araldo che viene da parte di Dio e fa risuonare la Sua voce sulle piazze degli uomini.

In questo invito a cambiare vita – questo significa la parola conversione – è racchiuso l’intero messaggio di Gesù all’umanità. Ma perchè bisogna cambiare vita? Perchè il regno di Dio è vicino ossia si fa prossimo all’uomo. Il Regno non siamo noi a suscitarlo, ma viene dall’alto, da Dio. In questo senso è un dono che va accolto. In Gesù il nuovo mondo si è fatto avvenimento e Lui ci sollecita ad un cambiamento di vita. Cristo, dunque bussa alla porta della nostra vita. Se gli apriamo Egli viene a noi, nel nostro quotidiano. Vuole incarnarsi in ognuno di noi per farci in Lui figli di Dio.

 

Non restare indifferenti davanti alla prospettiva di Dio

Ora davanti a questa meravigliosa prospettiva non è possibile rimanere indifferenti ed inattivi, si impone l’esigenza di aprirsi pienamente a Lui. Come? Innanzitutto prestando attenzione alla presenza del Signore che è già in noi in virtù del sacramento del Battesimo.

Portati al fonte battesimale noi siamo diventati “Tempio di Dio” e abbiamo accettato di iniziare un cammino di vita spirituale che si nutre di preghiera, di fedeltà, di partecipazione ai sacramenti, di carità fraterna per divenire testimonianza vivente dell’esistenza di Dio e della realtà eterna.

In questa domenica la Chiesa celebra  la giornata della Parola di Dio. Noi non possiamo dimenticare che celebrare la “Parola di Dio” significata in definitiva portare Cristo al centro della nostra fede. Insegna infatti il Catechismo della Chiesa Cattolica che “Cristo è l’unica parola della Sacra Scrittura” e poi specifica nel n. 102: attraverso tutte le parole della Sacra Scrittura Dio dice una sola parola: la sua parola unigenita, nella quale dice tutto di sé. E questa parola è Cristo (cfr. Eb 1,1-3). Questo insegnamento ci porta a riconoscere che tutta la vita cristiana si risolve nell’accogliere il Signore Gesù. La Chiesa lo riconosce e lo proclama perfettamente Uomo e perfettamente Dio. In quanto Uomo perfetto è il modello per ogni uomo, da cui segue una logica conseguenza: affinché l’essere umano possa raggiungere la sua perfezione deve conformarsi a Lui. Solo così l’uomo potrà capire l’amore di Dio, comprendere il vero valore delle cose e l’altissimo fine a cui è chiamato: godere un’esistenza sublime ed eterna insieme al suo Creatore e Padre.

 

La prossimità all’umanità del regno dei cieli

Il regno dei cieli si è fatto prossimo all’ umanità. non è pertanto qualcosa di vago, ma un avvenimento che capita in un momento preciso: oggi.

Viene incontro all’ uomo dal futuro, come nuova possibilità creata da Dio. Il Regno è suo, non è l’ uomo a suscitarlo ma è dono che viene dall’ alto. In questo senso è trascendente. Da notare che il presente di ciascuno di noi è visitato dal futuro, come dire che i giorni ultimi sono già iniziati.

In Gesù il nuovo mondo si è fatto avvenimento che dal futuro viene incontro all’ uomo e lo sollecita a un cambiamento di vita: Cambiate vita!

Non si può restare indifferenti e inattivi di fronte alla novità radicale che bussa alla porta della nostra esistenza. Dio stesso bussa alla tua porta. Se gli apri viene a te, nella tua vita, si vuole incarnare in te, farti figlio nel Figlio.

Si impone, dunque, l’ esigenza di aprirvisi pienamente , gettando fuori dalla nostra vita ciò che appartiene al vecchio mondo e anticipando nelle nostre scelte e azioni la novità del regno.

Si tratta di scrollarci di dosso il passato e di vivere del futuro annunciato, di far germinare nella nostra esistenza e nella storia il mondo nuovo di Dio.

 

Il Regno di Dio trascende il nostro linguaggio

Il Regno di Dio o dei cieli è un avvenimento che Gesù non definisce mai, perché trascende il nostro linguaggio. Secondo la preghiera di Gesù, è un regno in cui il nome di Dio verrà realmente santificato, in cui si realizzerà sulla terra la sua volontà, in cui gli uomini avranno abbondanza di tutto, in cui ogni colpa sarà perdonata e il male sarà completamente distrutto. Un regno non descrivibile ma solo annunciabile.

A Dio appartiene questo futuro e la promessa di Gesù diventa certezza che Dio in avvenire manterrà le sue promesse.  E sorgeranno per noi e per tutti cieli nuovi e terra nuova.

 

Francesco Cavina

S.E. Mons. Francesco Cavina


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