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FSL – Perché “fondata sul lavoro”? Il nuovo magazine digitale di Radio 5.9

Scritto da il 19 Dicembre 2020

Presentazione del magazione digitale “Fondata sul Lavoro

 

Durante il primo lockdown abbiamo raccolto su Radio 5.9 le testimonianze di oltre 280 persone tra imprenditori, professionisti, medici, giornalisti e amministratori locali.

Abbiamo deciso di parlare di lavoro ritenendolo come un aspetto intrinsecamente legato alla sopravvivenza del Paese: sono infatti le imprese e i lavoratori con la propria opera a far si che lo Stato possa avere le risorse necessarie al suo funzionamento e, in questo caso, necessarie a far funzionare quel sistema sanitario messo a così dura prova dalla pandemia.

Sistema sanitario che, soprattutto oggi, avrebbe bisogno di ingenti investimenti e risorse.

La Costituzione della Repubblica Italiana nei suoi principi fondamentali, all’Articolo 1, afferma:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

In una lectio magistralis del 2013 il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky domandò “che cosa importa la democrazia se non è garantito un lavoro che permetta di affrontare i giorni della vita, propria e dei propri figli, e di affrontarli con un minimo di tranquillità? La democrazia – aggiunse Zagrebelsky – non è solo questione di regole formali, ma anche di condizioni materiali dell’esistenza”.

Persone e lavoro

Sono lavoratori i medici, gli infermieri e il personale sanitario, capaci di svolgere il proprio dovere con un senso di abnegazione di cui sarà bene ricordarsi, anche passata la pandemia.

Sono lavoratori gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine che tutelano la nostra sicurezza rischiando in prima persona, spesso senza mezzi e compensi adeguati al proprio ruolo.

Sono lavoratori gli amministratori locali che riscattano, con la propria vicinanza ai cittadini, una politica spesso incapace di dare risposte chiare e concrete.

Lavoratori gli insegnanti che hanno tenuto in piedi la scuola e il rapporto con i propri studenti, nonostante la distanza a cui sono stati costretti, in un momento delicato per tanti giovani privati dei benefici della socialità.

Lavoratori anche quei sacerdoti che non hanno fatto mancare alle persone il conforto spirituale, certamente non secondario, in un momento dove, per tanti, la solitudine e l’emarginazione si sono accentuate in modo opprimente.

Lavoratori nelle fabbriche che hanno tenuto attive le produzioni. Lavoratori sui camion in viaggio per tutto il Paese, trasportando merci e beni essenziali. Lavoratori dell’agroalimentare, settore fondamentale tanto più durante una emergenza.

Lavoratori gli imprenditori che con inventiva e tenacia hanno tenuto in piedi le aziende nonostante perdite enormi. Lavoratori i liberi professionisti che, già privi di tutele, sono sopravvissuti, quasi esclusivamente, con le proprie forze. Potremmo andare avanti ancora per molto naturalmente.

Tuttavia, molte categorie e settori, non hanno ricevuto aiuti adeguati, intendendo per adeguati, sufficienti a scongiurare fallimenti e perdite di posti di lavoro.

Inoltre, mentre i cittadini rispettavano le regole, mentre le aziende investivano per adeguarsi ai nuovi protocolli di sicurezza (anche qui mai adeguatamente risarcite come era stato loro promesso), mentre tutte le categorie facevano sacrifici, a restare intatto e inalterato il sempiterno Moloch della burocrazia: pur potendo il Governo “chiuderci” dentro casa, nulla ha potuto contro un sistema amministrativo pachidermico e farraginoso che è stato in grado di rallentare anche ciò che, in questo momento, sarebbe stato vitale.

Perché “fondata sul lavoro” 

Abbiamo voluto pubblicare “fondata sul lavoro” perché in questi mesi, spesso, abbiamo ascoltato e condiviso la frase “non c’è economia senza salute”, concetto giusto, indiscutibile ma, allo stesso tempo, incompleto: infatti, se è vero come è vero che “non c’è economia senza salute” è altrettanto vero che non c’è salute senza economia e non c’è economia senza lavoro. Almeno in una società come la nostra.

Questo è il nostro modo per augurare buone feste a tutti, in particolare ai lavoratori.

 


 

 

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