FSL – Intervista al Sindaco di Carpi Alberto Bellelli: “Progetto del nuovo Ospedale pronto per fine 2021. Da questa crisi necessario trovare nuove opportunità per centro storico e imprese”


di Nicolò Guicciardi

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(Copyright foto Web Radio 5.9, foto Francesca Martinelli)

Sindaco, partiamo dalla situazione sanitaria legata al Covid-19. Dopo un periodo estivo relativamente sotto controllo, dovuto al lockdown di marzo e aprile, nelle scorse settimane i numeri sono tornati a crescere e a preoccupare un po’ in tutto il Paese. La rete sanitaria carpigiana è ad oggi più preparata a gestire un potenziale ritorno dell’emergenza, e quali soluzioni avete elaborato per cercare di farvi trovare pronti?

La nostra rete sanitaria ha risposto straordinariamente, sia durante la prima ondata che oggi, attraverso il potenziamento e l’incremento dei posti in terapia intensiva e l’allestimento di due strutture – in via Molinari e nell’Area Pronto Soccorso – necessarie a fungere da camere di compensazione per garantire il distanziamento fisico nei luoghi di attesa.

L’inaugurazione del nuovo ospedale di comunità a Novi e l’attivazione di ulteriori posti letto Os.Co. a Carpi hanno l’obiettivo di agevolare le de-ospedalizzazioni, le quali grazie alle nuove conoscenze acquisite sui trattamenti sanitari dei pazienti ci permettono di trattare questi casi senza farli arrivare in modo drastico alla terapia intensiva.

In questi mesi abbiamo inoltre assistito ad un’evoluzione della sanità territoriale. Le Unità di Continuità Assistenziale (USC) ci hanno infatti consentito di supportare i processi di contact-tracing e di processamento dei tamponi sui soggetti positivi, oltre alla somministrazione di terapie domiciliari cruciali per evitare spostamenti verso gli ospedali.

Un contributo importante viene fornito dalla telemedicina, esempio innovativo di futuro per la nostra sanità, che dovrà necessariamente coordinarsi con le università per quanto concerne la formazione e il reclutamento del personale sanitario e infermieristico.

Restiamo sul tema e parliamo di futuro della sanità carpigiana: ad oggi qual è lo stato dell’arte sulla costruzione del nuovo “Ramazzini” che la Regione Emilia-Romagna sembra avere incardinato in agenda?

In conferenza territoriale socio-sanitaria abbiamo condiviso la collocazione del nuovo Ramazzini e la Regione Emilia-Romagna ha già impegnato una prima tranche economica. L’obiettivo, evidenziato dall’agenda dettata dal presidente Bonaccini, è quello di arrivare in fase avanzata del progetto elaborato da Asl entro la fine del 2021.

Anche Cassa Depositi e Prestiti giocherà un ruolo strategico, sia dal punto di vista della consulenza che finanziario, con una cifra di 100 milioni di € messi sul tavolo.

La realizzazione del nuovo Ramazzini sarà inoltre un passo importante anche dal punto di vista logistico, con la realizzazione di un collegamento più rapido tra Fossoli e Carpi quale opera complementare, utile anche alle imprese e all’utenza proveniente da nord, che necessita di accedere all’A22.

Il nuovo edificio sarà più funzionale dal punto di vista energetico, antisismico e più attento all’organizzazione logistica dei reparti. Naturalmente a tutto ciò si deve accompagnare la rifunzionalizzazione del vecchio ospedale, in cui dovranno necessariamente inserirsi nuovi servizi per poter sfruttare al meglio questi spazi lasciati liberi.

Passiamo ora a parlare dei risvolti economici che questa pandemia porta con sé. Carpi è la città del distretto tessile, uno dei settori maggiormente colpiti da questa crisi che ha fatto registrare cali di fatturato fino al 70%. La strada sembra davvero in salita e le chiedo quali misure la sua amministrazione ha implementato per far fronte alle difficoltà di queste aziende, ma soprattutto quali possibili idee innovative servono a suo avviso per permettere a questo indotto di rilanciarsi e lasciarsi alle spalle questo difficilissimo momento?

“Progetto Carpi” – elemento di interlocuzione con le rappresentanze economiche della città ha l’obiettivo di impiantare progetti di formazione, internazionalizzazione dei prodotti e brandizzazione che si sposino con le esigenze del nostro territorio – si rivolge anche al nostro settore tessile.

Per sostenere le nostre aziende stiamo studiando anche progetti urbanistici come il nuovo PUG, che dovrà essere un volano per l’edilizia e le ristrutturazioni.

Per quanto riguarda il tessile, penso sia fondamentale confermare la mission di Carpi Fashion System; progetto che dovrà a mio giudizio diventare sempre più autonomo rispetto al Comune. Un Carpi Fashion System maggiormente autonomo significa che questi progetti nel tempo hanno maturato la forza e la solidità necessaria per camminare con le proprie gambe e questo è un dato positivo per il nostro distretto.

Il commercio è un’altra categoria che rischia di subire gravemente la crisi economica in corso, se non vi saranno misure adeguate. I negozianti a Carpi fanno il paio con il centro storico. Come sostenerli rendendolo più attrattivo, più vivibile in futuro rivisitandone magari gli spazi e il loro utilizzo, anche in un’ottica di nuove esigenze che i cittadini avranno dopo questa emergenza?

Mi sento intanto di lanciare un appello ai cittadini carpigiani: in occasione di questo Natale comprate i regali e fate acquisti dai nostri commercianti, sostenete anche i nostri ristoratori attraverso l’asporto dei loro prodotti. Da questa situazione se ne esce se ci si aiuta l’un l’altro. A tal proposito vorrei esprimere la mia solidarietà e il mio sostegno ai ragazzi della Goldoni, in presidio permanente, a lottare per una battaglia che non è solo quella della loro impresa, ma è quella di un sistema economico che ha bisogno di nuovi assetti e nuove regole. Questi ragazzi sanno che si stanno battendo anche per il loro paese, e per un lavoro che è qualcosa per cui vale la pena lottare in quanto pilastro fondamentale che permette di redistribuire la ricchezza. A loro voglio dire che le istituzioni sono vicine, sia quelle locali – per cui colgo l’occasione di ringraziare Garc e Cmb che hanno risposto al mio appello e hanno donato container e tende al presidio della Goldoni – che nazionali attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico e il Governo.

Vengo al commercio. Per sostenere queste attività siamo inizialmente intervenuti con defiscalizzazioni per i commercianti e gli artigiani del centro attraverso lo stanziamento diretto di risorse comunali a cui si aggiungeranno in seguito i ristori previsti dal Governo.

A ciò si deve aggiungere però un progetto di più ampio respiro in termini di riqualificazione del centro storico di Carpi, con l’obiettivo di renderlo una vetrina che regali un’esperienza da vivere percorrendolo. Abbiamo in programma la realizzazione di nuovi parcheggi in Viale Niccolò Biondo e con le associazioni di categoria stiamo discutendo riguardo la riqualificazione di Corso Roma.

Concludo chiedendole cosa resterà di questa emergenza alla sua generazione di amministratori e quali opportunità è possibile cogliere da queste crisi?

Gli amministratori che hanno già vissuto l’esperienza del terremoto capiscono subito una cosa molto importante: le priorità di intervento. Importantissimo è anche far capire con chiarezza alle persone ciò che succede. Credo che questa seconda ondata sia caratterizzata da un deficit comunicativo: se a marzo e aprile tutta la comunità aveva ben chiaro il motivo per cui era necessario restare a casa – e su questo vorrei fare i complimenti ai carpigiani per il rispetto delle regole che hanno avuto – in questo secondo picco molte persone che hanno sempre rispettato le regole igienico sanitarie non hanno accettato di buon grado le nuove misure restrittive; misure che hanno colpito tantissime categorie magari per colpa di qualcuno che le poche regole imposte non le ha osservate.

Un aspetto che, diversamente, ho ritenuto doveroso e giusto è stato il coinvolgimento dei sindaci nel presidiare e controllare il territorio di competenza.

Cosa ci lasciano queste due emergenze così ravvicinate nel tempo? Sicuramente un aggiornamento ulteriore dei piani di emergenza, già tra i più all’avanguardia del Paese per quanto riguarda l’Unione Terre d’Argine.

Infine, un’ultima opportunità da cogliere sta nell’utilizzo delle ingenti risorse derivanti dal Recovery Fund e dall’Europa per ammodernare il nostro apparato statale. Ciò ci consentirebbe, in prospettiva futura, di efficientare la nostra Pubblica Amministrazione e permettere ai nostri enti locali di far fronte a costi più contenuti nel corso del tempo.


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