Caffè Lungo: Diavoli e bufale

Chi mi conosce e legge i miei editoriali sa benissimo che ci sono due cose che proprio non riesco a tollerare: il razzismo e le bufale. Quando questi due elementi si intersecano diventando una cosa sola, il risultato è molto simile ad un attacco di orticaria. Il problema si fa più cospicuo quando la bufala viene fatta per alimentare l’astio nei confronti di una categoria; no, stavolta, incredibilmente, non centrano gli immigrati. O, perlomeno, non sono i cattivi di turno.

Sicuramente, vi sarà capitato di vedere il video del Krampus di Vipiteno che dà un calcio a una persona. Subito sono partiti titoli eclatanti, riportati pure da testate nazionali, dove emergeva questa figura allegorica sudtirolese come violenta cacciatrice di immigrati; e via con le morali sulla deriva razzista. Peccato che la realtà sia un’altra: la sfilata dei Krampus si tiene ogni anno il 5 dicembre a Vipiteno, riproponendo una sorta di battaglia rituale tipica delle feste paesane (mai sentito della battaglia delle arance di Ivrea?), in cui si contrappongono i Tuifl (diavoli) e i Tratzer (i provocatori).

C’è voluto l’intervento sul web del ragazzo che nel video è stato preso a calci (uno dei Tratzer), il quale ha smentito categoricamente ogni forma di razzismo, ma anzi ha sottolineato il proprio amore nei confronti di questa tradizione paesana. Razzismo e bufale sono due realtà che, a braccetto, rappresentano una distorsione della realtà letteralmente inverosimile, ma che al tempo stesso rappresenta una rete nella quale è facilissimo restare invischiati.

Sarebbe un po’ come vedere l’immagine della corsa dei tori di Pamplona e uscirsene dicendo: “Toro incorna un uomo: pericolo razzismo dei bovini nei confronti degli esseri umani sempre più dilagante in Spagna”. Ovviamente, la cosa più grottesca che potessi scrivere. Eppure, sono convinto, che qualcuno ci crederebbe. D’altronde, se delle maschere allegoriche delle montagne sono diventati dei picchiatori razzisti… Federico Bonati