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La Virtus vince ancora in casa e ritorna al terzo posto 88-84

Scritto da il 3 Febbraio 2024

Virtus Segafredo Bo vs Partizan Mozzart Belgrado  = 88-84 1Q 19-19  2Q 34-31  3Q 62-58 arbitri LOTTERMOSER, PUKL, TRAWICKI.

Nella foto Virtus di Matteo Marchi : Bryant Dunston il guerriero della Virtus a cui Banchi si è aggrappato per ribaltare la sfida col Partizan

Virtus Segafredo Bo : Cordinier  12  Lundberg 20  Belinellli  20  Pajola 3  Dobric  0   Shengelia  8 Hackett 7  Polonara n.e. Zizic n.e. Dunston 7  Abass  7   all.re Banchi

Partizan Mozzart Belgrado :  Smith  6  Leday 0  Avramovic 16  Koprivica 4  Punter 22  Smailagic  6   Nunnally 18    Andjusic n.e.  Dozier  jr  10 Ponitka 0  Kaminsky 2  Caboclo 0     all.re Obradovic

da 2 Virtus 20  su 29 , 69 %   Partizan  23 su 41 , 56,1 % ; da 3 Virtus 11 su 28 , 39,3 %  ; Partizan 9 su 16 , 56,3 % ; tiri liberi  Virtus 15  su 20 , 75 % ;  Partizan 11 su 16,  68,8  %  ; falli commessi Virtus 24 Partizan 24   ;  rimbalzi Virtus  29 (  7 off) Partizan 25 ( 4  off) ;  palle perse Virtus 14 (11 nel 1° tempo) , Partizan 12 ; palle recuperate Virtus 7 , Partizan 6 ; assist Virtus 19 Partizan  8 ; valutazione Virtus 98 Partizan  80

La Virtus ne vince un’altra in casa

In fondo era proprio un Serbo, famoso da queste parti, a dire che “alla fine vince sempre Virtus” e anche stasera gli uomini di Banchi sono riusciti a compiere un’altra impresa. Non cercate nelle cifre e nei numeri i motivi di questa vittoria, se non avete visto la partita cercatela e, se l’avete vista, riguardatela con calma.

Di fronte c’erano due grandi allenatori che hanno giocato la partita con mosse da pokeristi incalliti, nessuno concedendo all’altro scelte scontate. Inizia per primo Obradovic che non ha vinto in carriera 9 euroleghe per niente, a mettere in quintetto l’ex Jaleen Smith (qui un carneade o quasi) a cavalcarne gli stimoli da rivalsa e l’inizio sembra dargli ragione, suoi i primi 4 punti. Poi sempre nel quintetto iniziale Caboclo e Kaminsky insieme, poi il brasiliano 2 minuti soltanto e scomparso dai radar. In pratica il buon Zeljko decide di giocarsela tutta senza un vero centro di ruolo. Banchi dall’altra parte in un certo senso si adegua, alterna Dunston con Mickey, in una serata da luci ed ombre, ma non da nemmeno un minuto a Zizic e Polonara, mentre Dobric resta sul parquet solo 15″ commette un fallo che al coach non piace e non rivede più il parquet.

Una gara vietata ai cuori deboli

La partita si è sviluppata con grandissimo equilibrio, le Vnere sotto quasi tutto il 1° quarto non giocano secondo gli standard casalinghi abituali. I Serbi difendono in modo aggressivo, gli arbitri regalano qua e là fischi creativi, la Virtus perde molti palloni (saranno 11 nel 1° tempo) frutto anche della tensione per l’importanza del match. Fatto sta che il Partizan da l’impressione di giocare sornionamente al gatto col topo. Nel secondo quarto la partita è più equilibrata, la squadra di Obradovic trova protagonisti anche in parte inattesi, Avramovic assente all’andata, è una spina nel fianco della difesa dei padroni di casa, lo stesso dicasi per Dozier molto positivo. La Virtus risponde colpo su colpo ritrova qualche giocata di Shengelia al rientro ma ovviamente ancora fuori condizione. Al suo posto Banchi usa Abass da 4 e il Comasco lo ripagherà con gli interessi.

Nel 3° quarto si accende Belinelli, la difesa Partizan cade nelle trappole del capitano e la Virtus prende decisamente il comando delle operazioni e si arrampica fino al +12 dopo 6′ di gioco, poi mantiene sempre la doppia cifra di vantaggio ma il Partizan non molla e Punter con Avramovic ricuciono parzialmente fino al -4 della penultima sirena.

L’ultimo quarto è una somma di emozioni, lo scatenato Punter pareggia subito, la Virtus sembra tenere ma Nunnally fa 5 punti in fila e da ai suoi 5 punti di vantaggio, poi Dozier da il + 6 ai suoi (71-77) quando mancano 3’32” sul cronometro. La gara sembra sfuggire di mano alla Virtus ma il cuore e la testa degli uomini di Banchi fa la differenza. Dunston è mostruoso e gigantesco in difesa, Cordinier e Lundberg due mostri in attacco e in pratica fanno il 79 pari a 52″ dal termine. A quel punto sale in cattedra Abi Abass che va in lunetta dove fa un percorso netto dando l’84 a 81 a 10″ dalla fine, poi ruba palla in difesa e s’invola per la schiacciata decisiva del +5, ma la gara non è finita, Punter mette una tripla in un amen a 1″ e e 6 centesimi, il Partizan fa un fallo e il capitano la sigilla dalla lunetta.

Il post partita di Luca Banchi

“Dopo una partita del genere siamo soliti congratularci con la squadra vincitrice, ma voglio dire che stasera è stata una serata speciale. Entrambe le squadre hanno offerto ai loro tifosi e al pubblico che ha guardato la partita in tv una gara incredibile ed emozionante. Naturalmente siamo felici, ma vogliamo dare il giusto rispetto al nostro avversario, che ha giocato una delle sue migliori partite di questa stagione, soprattutto in trasferta, con grande consistenza e continuità, ma il modo in cui abbiamo risposto ha dimostrato che, anche se siamo lontani dal nostro miglior gioco in termini di forma e condizione, abbiamo avuto lo spirito di credere e di rimanere in partita fino all’ultimo possesso.”

Su Lundberg: “E’ un giocatore dalle indubbie qualità tecniche, ne stiamo scoprendo la capacità di rimanere lucido nei momenti chiave di partita. Questo ci da la sicurezza di avere in campo un punto di riferimento, come lo sono altri dei suoi compagni.”

Sulla qualità della difesa giocata dalle V Nere e su Dunston: “Posso fermarmi alle mie qualità di allenatore, non posso togliergli dieci anni di vita e di carriera. E’ uno dei nostri punti di riferimento, una delle pietre angolari sulle quali stiamo costruendo le fondamenta di questa stagione. Spero il suo esempio serva ai suoi compagni, soprattutto di reparto, ad alzare il livello del loro rendimento, concentrazione e sforzo perchè la squadra ha bisogno di mantenere questa efficienza difensiva negli interi 40 minuti all’interno di una stagione molto lunga, fatta da tantissime partite. Averlo in squadra è un privilegio, da giocatori come lui, Belinelli, Hackett e anche Shengelia che non voglio definire veterano ma per il suo percorso cestistico sono giocatori cui chiediamo di lasciare in dote anche ciò che caratterizza la loro unicità. Si parla di uno dei migliori difensori di Eurolega, e averlo ogni giorno a contatto fa sì che noi come allenatori e i compagni possano apprezzarne la professionalità e la concentrazione, perchè molto è legato alle qualità mentali.”

Sulle palle perse del primo tempo: “Siamo stati un po’ ingenui, fermo restando i meriti dei nostri avversari che sono stati molto attivi e determinati. Parliamo di una squadra che un anno fa è andata a un passo dalle Final Four e siamo qua a cercare di difenderci dall’attacco di queste superpotenze. Hanno giocato una partita di grandissima concentrazione, nel primo tempo avevano una prontezza incredibile, ogni volta che c’era un passaggio di troppo o un pallone soft erano sempre pronti a intervenire e intercettare. Nel secondo tempo penso sia calata l’intensità, si sono affidati dopo una serie di canestri di Belinelli, che ha destabilizzato la loro difesa, al cambio sistematico. In quelle situazioni la palla è andata in controllo dei nostri creatori di gioco e sono stati molto bravi e precisi. Abbiamo trovato sempre buone conclusioni anche quando i gravissimi errori sotto canestro hanno aiutato il Partizan. Loro hanno fatto una grandissima gara, ma fino a quel momento sembravamo controllarla. Abbiamo cominciato a sbagliare canestri semplici, subentra la paura di sprecare un’opportunità e ciononostante siamo riusciti almeno offensivamente a costruire buoni tiri. Il cambio sistematico era successo anche a Belgrado, poteva diventare stagnante ma siamo stati bravi a muovere la palla e andare a trovare i punti deboli della loro difesa. Il finale ci ha premiato, non sembra la miglior difesa nel secondo tempo ma questa è una partita di altissimo livello, di grande intensità con due squadre che avevano una feroce volontà di vincere questa partita e lo hanno dimostrato fino alla fine. Non significa che non dobbiamo riconoscere il merito ai nostri avversari perchè questo ingigantisce l’entità dell’impresa che abbiamo fatto stasera.”

 


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