Foibe, il giornalista Toni Capuozzo sul “Giorno del ricordo” e la ferocia delle ideologie
Scritto da Redazione il 10 Febbraio 2021
Pur di scolorire la tragedia delle foibe e il dramma dell’esodo si ricorre a due argomenti: erano pochi, gli infoibati, ed erano fascisti su cui si esercitava una comprensibile vendetta. Oggi voglio ricordare solo una vittima, che da sola basterebbe a spiegare la ferocia delle ideologie.Si chiamava Angelo Adam, meccanico, ed era di Fiume. Il 2 dicembre 1943 era stato deportato dai nazisti a Dachau, con il numero di matricola 59001.Era sopravvissuto ed era tornato alla sua città. Nel 1945 venne prelevato con la moglie dai titini e scomparve. Come la figlia diciassettenne, che aveva chiesto notizia dei genitori. Angelo Adam aveva 45 anni, era italiano, era antifascista, ed era ebreo.
… con le bandiere rosse dai portuali di Ancona. Con la protesta dei ferrovieri bolognesi – dato che – era comodo addossare loro, che fuggivano dal paradiso socialista le colpe che erano di tutti gli italiani.
Il Giorno del ricordo è stato celebrato ogni anno a partire dal 2006 quando era in carica come Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi. Si stima che le vittime a oggi accertate infoibate dai partigiani jugoslavi siano state circa 5mila. Per quanto riguarda gli istriani e dalmati che emigrarono dalle loro terre a partire dal 1945 si parla invece di circa 350mila persone.









