Covid, in aumento tentati suicidi e autolesionismo tra i giovanissimi. L’allarme lanciato sull’Espresso dal Neuropsichiatria del “Bambino Gesù” Stefano Vicari

Come riportato ieri dal quotidiano L’Espresso sarebbero in aumento tra giovani i tentativi di suicidio e atti di autolesionismo. A dare l’allarme il professor Stefano Vicari, Ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che, intervistato dalla giornalista Sara Dellabella, ha spiegato come nei mesi da novembre a oggi il suo reparto abbia visto  «occupato al 100 per cento dei posti disponibili – mentre negli anni precedenti si parlava di una percentuale inferiore con circa il 70% dei posti occupati. Il professore ha poi spiegato come  – Le diagnosi che predominano sono quelle del tentativo di suicidio – spiegando di aver avuto – per settimane tutti i posti letto occupati da tentativi di suicidio» cosa mai accaduta sino a questo momento.

Una situazione drammatica quella raccontata nell’intervista, l’articolo infatti fa luce su un fenomeno, già di per sé drammatico, acuito come è lecito presumere dalla situazione pandemica e dall’isolamento che ne è scaturito. Isolamento che prodotto un drammatico ridimensionamento della socialità, importantissima per tutti e in particolare per i giovani, con conseguenze ancora da comprendere sino in fondo.

Le parole del professor Vicari colpiscono particolarmente quando spiega come questi giovani, ragazzi con età che variano dai 12 ai 15 anni, si autoinfliggano tagli agli «avanbracci, le cosce, l’addome» mentre altri tentino il suicidio. Tentavi fatti in alcuni casi buttandosi dalla finestra e in altri utilizzando mix di farmaci trovati in casa, forse emulando azioni viste in rete.  Un racconto preoccupante le cui cause andrebbero ricercate anche nell’aumento di fenomeni quali «l’ansia, l’irritabilità, lo stress, i disturbi del sonno sono legati direttamente all’isolamento».

Il professore ha poi spiegato ai genitori l’importanza di mantenere i ritmi pre coronavirus, con sveglia al mattino alle 7:30-8:00 circa in modo da scongiurare la possibile mancanza di sonno alla sera, essendo essa un fattore di rischio a cui fare attenzione.

L’Espresso ha sollevato un tema che non può e non deve essere ignorato. Perché quando qualcuno, in particolare se si tratta di ragazzi e ragazze giovanissimi, compie azioni del genere a perderci è tutta la società.