Caffè Lungo: La risata della sconfitta

“Il treno lo ha travolto e ho visto dei ragazzi ridere di lui”. Le parole sono del fotografo Francesco Nigi, testimone suo malgrado dell’incidente dove è morto il ventenne Marko Kaziu, travolto al passaggio a livello di Castelfiorentino. “La cosa che mi ha veramente inorridito – continua – erano le persone che ci ridevano su, tre ragazzi che sogghignavano dicendo ‘che cretino’ “. Quando ho letto questa notizia ho pensato che, come umanità, abbiamo perso.

Sono un amante delle battute e, a volte, anche del cosiddetto balck humor; ma c’è un limite a tutto. Un limite che, con quanto accaduto, è stato superato, raggiungendo definitivamente il punto di non ritorno. Abbiamo perso, non possiamo fare altro che ammettere la sconfitta. Se un essere umano trova motivo di ilarità vedendo un altro essere umano perdere la vita , magari solo per consolidare la sua posizione nel cosiddetto branco, significa che qualcosa è andato storto.

Sì, ma cosa? E, soprattutto, quando è successo? Quand’è che è stato smarrito il rispetto verso la vita? Quand’è che i valori hanno smesso di essere importati, soppiantati da momentanee idolatrie nei confronti del nella? Quand’è che l’istinto animale ho soppiantato l’animo umano?

Non amo scrivere editoriali farciti di domande, ma se lo faccio è perchè spero che qualcuno, leggendo, abbia le risposte. O forse perchè spero nel silenzio, l’unica risposta che credo abbia senso davanti a tutto ciò. Abbiamo perso, ammettiamo la sconfitta. Ma non rassegnamoci. Perchè arriverà un giorno in cui qualcosa cambierà in meglio, un giorno in cui l’umanità troverà il suo riscatto in positivo. Un giorno in cui non ci sarà più bisogno di domande, perchè sarà tutto più chiaro. Forse. Federico Bonati