Caffè Lungo: Una ragazzina di 200 anni

Duecento anni e non sentirli; buon compleanno, bicicletta. Nei giorni scorsi, infatti, il primo mezzo di locomozione che praticamente tutti nella vita utilizziamo (passeggino, girello e piedi esclusi) ha tagliato il traguardo dei due secoli di vita. Due secoli portati alla grande, due secoli di movimento, di miriadi di chilometri consumati, due secoli di evoluzione e avanguardia, con la consapevolezza che non è ancora finita; per questa sempre giovane ultracentenaria il meglio, come sempre, deve ancora venire.

“La biciletta è la macchina perfetta”: parole e musica di Enzo Ferrari, uno che di macchine se ne intendeva. Diceva così perchè la bicicletta non inquina, non consuma, non ha bisogno di carburante; in poche parole, nella sua semplicità ha tutto. Compresa una componente romantica che ha ispirato artisti, musicisti, pensatori, scrittori, attori, registi. Sinonimo di libertà e compagna fedele, la bicicletta ben si sposa con ciò che è bellezza e semplicità, elementi che le conferiscono un fascino che non sbiadisce.

Sono un innamorato della bicicletta da tempo immemore, un po’ per colpa della pianura, un po’ perché l’ho sempre preferita al motorino, un po’ perché ho adorato “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” (chi l’ha letto avrà capito il riferimento alla bici). Quando ho saputo di questo anniversario, ho subito iniziato a scrivere, cercando di esprimere il mio sentimento verso quelle due ruote con cui ho condiviso momenti bellissimi del passato, confidando condividerne altrettanti nel futuro. Poi, mi sono reso conto che era sufficiente una sola parola: Grazie.

P.S.: chi non sa andare in bici ha due alternative. O non legge questo editoriale o, visto che ormai sarà arrivato fino a qua, che impari ad andare in biciletta. Ne varrà sempre la pena. Federico Bonati