Caffè Lungo: Finché la barca va

Ha fatto il giro del web il video della nave da crociera che ieri, nella laguna di Venezia, ha speronato un battello al momento dell’attracco.  Per la cronaca, sembrerebbe che uno dei motori della nave sia andato in avaria, impedendo la frenata e causando lo speronamento del battello; morale della favola, quattro persone sono finite in ospedale.

Poteva andare decisamente peggio, e meno male che così non é stato; ma, come spesso accade nel nostro Bel Paese, è necessaria una sciagura (anche solo sfiorata) per renderci conto di qualcosa. Il tam tam dell’intera domenica che ci siamo lasciati alle spalle è stato monopolizzato infatti da una considerazione, sia mediatica che istituzionale: niente più grandi navi nella Giudecca, la laguna della città del Campanile di San Marco. Che dire se non che sono d’accordo.

L’opera di Banksy, che è stata rimossa dai vigili urbani durante il periodo della Biennale, è stata un monito inascoltato e quasi una premonizione: le grandi navi (e quelle da crociera sono ben più che grandi, al limite dell’enorme) non sono compatibili con la laguna di Venezia, così come con il suo inconfondibile skyline artistico, spesso oscurato dalla mole di questi titani di passaggio, rigonfi di turisti.

È quindi la fine delle grandi navi nella laguna più famosa del mondo? A parole, sì.  Vedremo se i fatti lo confermeranno. E speriamo che, per una volta, tra il dire e il fare non ci sia di mezzo il solito mare. Federico Bonati