Caffè Lungo: Comprendere Greta Thunberg: manuale breve per un “gretino”

Prima che l’universo mondo dei leoni da tastiera si scateni, tranquilli: il “gretino” del titolo sono io. Ho usato questo gioco di parole, scelto da un giornale per apostrofare la giovane attivista svedese (scelta che non condivido, va da sé), per definirmi; o meglio, per definire la mia ignoranza in fatto di clima e cambiamenti climatici. Ma, a quanto pare, sono in ottima compagnia.

Dunque, domenica è stata una giornata di clima assurdo, con nevicate, venti che soffiavano a decine e decine di chilometri orari e un drastico abbassamento delle temperature. E si è scatenato il pandemonio social: riassumendo, il sunto di molti post era “Ma quale surriscaldamento globale, Greta ha torto, qui si gela”. Anche il più tonto dei tonti capirebbe che un clima del genere non è normale a maggio. Ed è proprio contro questa anormalità che si sta battendo Greta, tanto antipatica (non so perché) a vari smerciatori di opinioni non richieste.

Il pianeta non sta attraversando un grande stato di forma e non serve solo l’impegno delle Nazioni: serve che ognuno faccia la sua parte per provare a migliorare le cose. Magari basterebbe iniziare da una buona raccolta differenziata tra le mura domestiche, non credo che per questo serva una scienza. Perché una giornata come quella di domenica è solo la punta di un iceberg che, temo, possa celare la parte peggiore di sé negli anni a venire.

Ergo, rimbocchiamoci le maniche per il benessere della nostra Terra e, di conseguenza, per quello del genere umano. Forse è semplicemente questo il messaggio di fondo di Greta. E se lo ha capito un “gretino” come me… Federico Bonati