Caffè Lungo: Caro professore

Qualche giorno fa ho scritto un editoriale sulla ripartenza delle scuole, una sorta di lettera dedicata agli scolari e agli studenti. Ebbene, è giusto anche spendere qualche riga per chi è dall’altra parte della barricata, o meglio della cattedra; cari professori e professoresse, cari insegnanti, il Caffè Lungo di oggi è dedicato a voi.

Conosco bene la categoria essendo figlio di un professore; una situazione che ha avuto i suoi pro e i suoi contro, ma che mi ha permesso di comprendere meglio quel mondo spesso visto con qualche pregiudizio o, nel migliore dei casi, con poca conoscenza da chi siede sui banchi. Cari insegnanti, anche quest’anno siete chiamati a una nuova grande impresa: educare. Certo, avete il vostro programma, le vostre nozioni da insegnare e i vostri metri di valutazione. Ma non dimenticate questa grande impresa che si rinnova ogni anno.

Il vostro ruolo è diverso da quello dei genitori, chiamati a crescere i figli. A voi il dono non di plasmare delle giovani menti, ma di stimolare la crescita e l’indipendenza di queste, formare le coscienze degli uomini e delle donne di domani. Siate sovversivi in senso positivo, andate oltre gli schemi, infrangeteli se necessario, prendete per mano i vostri allievi accompagnandoli nell’impervio cammino della crescita. Vi svelo un segreto: i vostri studenti bramano da voi i codici per scoprire e, forse, per cambiare il mondo, non deludeteli.

In una parola, siate gli insegnanti che avreste sempre voluto avere, con la consapevolezza che  anche voi crescerete come uomini e donne durante questo anno. Insegnerete e apprenderete, facendo tesoro di ciò che state facendo e di chi state aiutando a crescere. Non siate la risposta ai quesiti, ma la chiave per aiutare a raggiungere le risposte. Sarà dura? Probabilmente.  Ma se un domani la società sarà migliore di quella di oggi, sarà anche e soprattutto grazie a voi. Federico Bonati