Orecchio sul Mondo Socio Sanitario – “La crisi delle professioni sanitarie in Italia”

Scritto da il 23 Febbraio 2024

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Orecchio sul Mondo (55) – Da più parti registriamo segnali e grida di allarme per un sistema salute non più sostenibile, siamo passati attraverso una pandemia che da un lato ci ha reso più resilienti ma dall’altro ci ha privato di logiche di sistema condivise.

Proprio in questo contesto il principio di spirito di squadra delle persone in grado di dare risposte attente, puntuali e professionali al crescente bisogno di domande precise, deve estricarsi nella garanzia di una presenza costante e continua in ogni ambito socio sanitario, ponendo al centro le persone e la valorizzazione delle professionalità e competenze verso le organizzazioni, sensibilizzando i cittadini.

Per il prossimo futuro se vogliamo salvare i principi ispiratori del nostro SSN abbiamo bisogno di continuare ad avere il lavoro di squadra e le persone al centro di un sistema che riconosca il valore di ogni singola persona, che si declinino strategie organizzative che tengano conto di tutta la classe e non solo del primo della classe, soprattutto si rifletta sul suo principio “non più tutto a tutti ma a tutti ciò che serve”.

Il cambiamento della curva demografica, i nuovi bisogni di salute emergenti, e la rivoluzione tecnologica, accelerata dalla pandemia COVID hanno determinato la necessità di competenze, responsabilità e soprattutto attenzione ad una utenza sempre più attenta e qualificata. Il mancato riconoscimento del ruolo sociale, responsabilità non proporzionate al riconoscimento anche di tipo economico, hanno determinato, con tutta una serie di altre motivazioni legate al meta paradigma generazionale, una dis affezione al mondo sanitario, come se fosse un problema avulso alla nostra esistenza.

Oggi i tre pilastri su cui si fondano le professioni sanitarie “prevenzione, cura e riabilitazione”, si sono concentrati sulla cura, togliendo attenzione agli elementi caratterizzante dalla gestione dei bisogni socio sanitari.

Bisognerebbe rivedere il significato di “prendersi cura”, di “educare” e di “accompagnare”, riportando le persone al centro, ridefinendo un modello organizzativo che ne tenga conto. Stipulare accordi ed alleanze con le università, con i cittadini, con gli istituti scolastici, e con le associazioni culturali e di volontariato, per avvicinare le nuove generazioni alle professioni di cura.

Recenti studi sostengono chiaramente che la cura dell’invecchiamento dei professionisti sanitari, inasprita ulteriormente dalle scelte di molti, rispetto alle conseguenze psicologiche determinate dalla pandemia COVID, richiede adeguamenti strutturali ed organizzativi, se si vuole continuare a garantire un Servizio sanitario nazionale equo e sostenibile.

Altri elementi che caratterizzano la riduzione di attrattività di queste professioni sono legati all’incremento delle responsabilità, il mancato riconoscimento anche di tipo economico ma soprattutto di carattere sociale. Avremo modo di dedicare una puntata a questi aspetti ed ai relativi risvolti sociali.

 

Orazio Cassiani 

 

 

LM in economia e management internazionale delle aziende sanitarie, LM in SIO. Master e senior in gestione e management delle HR, MADIMAS. Esperto in modelli di gestione ed accreditamento, risk management. PSQM certificato RINA. Consigliere OPI Reggio Emilia e già vice CID ER. Albo esperti AGENAS ed OPI. Ufficiale (cdg) CRI.

 

“Strumenti di gestione delle Risorse Umane in un’azienda sanitaria” di Orazio Cassiani

 

 

Dopo questi mesi ed anni caratterizzati da una pandemia, una guerra, una grande crisi economica, ho il piacere di annunciare l’uscita del mio prossimo libro intitolato “La gestione delle Risorse umane in un’azienda sanitaria“.

Espressione del lavoro in TEAM di studenti e stagisti, si offre quale strumento utile agli studenti per acquisire competenze ed esperienza ed ai professionisti sanitari per tracciare il perimetro entro cui sviluppare ed applicare modelli organizzativi innovativi.

Anche con questo ultimo elaborato tutti i proventi saranno destinati a La Caramella Buona Onlus“.


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