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L’orchestra Virtus stecca l’ultima nota, il Monacò passa (78-81)

Scritto da il 10 Febbraio 2024

Virtus Segafredo Bo vs  As Monaco  finale = 78-81  1Q 16-21  2Q 35-45  3Q 54-60   arbitri :  Hordov, Nedovic, Petek

Nella foto Virtus di Matteo Marchi : Achille Polonara esulta dopo aver segnato la tripla del prima vantaggio Virtus a 5’20” dal termine della sfortunata gara con l’As Monaco

Virtus Segafredo Bo : Cordinier 7  Lundberg 15   Belinelli 21   Pajola 1 Dobric 2  Hackett 0  Shengelia  12 Mickey 10 Polonara 5  Zizic 0 Dunston 5  Abass 0       all. Banchi

As Monaco :  Okobo 9  Lloyd 24  Blossomgame  5 Brown  1 Diallo 8 Cornelie 0 Jaiteh  7  Walker n.e. Motiejunas  4  Ouattara 0  Hall 2 James 21         all. Obradovic

da 2 Virtus 18/31  ,  58 %  Monacò 19/36  , 52  % ; da 3  Virtus 9/27 , 33 %  ; Monacò 7/21 , 33 % ; tiri liberi Virtus  15/23 , 65 % Monacò  22/30 , 73,3 %  falli commessi   Virtus 29 Monacò 23 ; rimbalzi Virtus  30     ( 4 off) Monacò 38 ( 8 off) ;  palle perse Virtus 11 , Monacò 12 ; palle recuperate Virtus  7, Monacò 4 ; assist Virtus 19 Monacò 6 ; valutazione Virtus  82  Monacò 79

Per una volta hanno ragione i bookmakers

Il basket, sport impietoso come pochi, prevede anche serate come quella di ieri sera. La Virtus perde una gara all’ultimo tiro dopo averne vinte tante proprio sulle ultime curve. Per non dovere vivere con troppi fantasmi notturni, quando si perdono partite come queste è guardare avanti alla prossima, già domani  contro Scafati. Troppe sarebbero le recriminazioni all’interno di una battaglia senza esclusione di colpi in cui i bookmakers assegnavano agli ospiti un lieve vantaggio 1,80 contro i 2,00 Virtussino.

Paradossalmente proprio nella serata di una sconfitta amara le Vnere legittimano la stagione e le ambizioni di play off, ma debbono accontentarsi della magra soddisfazione di essere avanti 82 a 79 nella valutazione statistica del match. Tanti sarebbero i motivi di recriminazione dagli arbitri, anche stasera malissimo e in casa Virtus si aspettano di avere prima o poi un arbitraggio simile in trasferta, alla percentuale ai liberi (65%), alla gestione dell’ultimo possesso e atanto altro ancora. Tuttavia si può dire tutto ma alla fine la realtà è che la Virtus ha avuto il pallone tra le mani per vincerla.

Che il tiro di Lundberg non sia entrato, o che Banchi volesse un’altra soluzione e non lo sapremo mai, porta rammarico ma non cambia la sostanza della realtà : la Virtus è una squadra vera, molto più del Monacò, in cui tutti sanno ciò che debbono fare sui due lati del campo.

Il Monacò squadra di solisti

Definire l’As Monaco di Sasa Obradovic una squadra si farebbe un torto al basket, la Mike James company è una banda musicale in cui il direttore d’orchestra decide tutto, l’americano ripudiato da Milano, pompa la palla per 15 secondi poi siccome è un fuoriclasse decide il da farsi, o si mette in proprio (ieri sera 21 in 33′) oppure se le strade sono chiuse decide magnanimamente di elargire ai sudditi compagni di squadra la possibilità di segnare.

Da qualche partita coach Obradovic è riuscito ad instillare nei suoi il concetto che nel basket si deve anche difendere e qualcuno abbassa le ginocchia impegnandosi e i risultati si sono visti, sono arrivate 5 vittorie nelle ultime 6, certo la difesa di Brown era da codice penale ma per quello ci sarebbero anche gli arbitri.

La Virtus primo tempo molto difficile

Quando a 3′ dal termine del 2° quarto il tabellone recitava 27 a 43 per i Monegaschi la sentenza del match sembrava già scritta, Monacò viaggiava come un treno forte di una fisicità devastante contro una Virtus che subiva di tutto sia da sotto che dall’arco e in attacco non trovava niente di facile. A quel punto i primi punti di Belinelli aprivano uno spiraglio nel grigiore della serata Virtussina.

La Virtus che tornava in campo dopo il tè non era nemmeno parente della prima, la partita era diventata in equilibrio anche se ad inseguimento per la squadra di Banchi che restava tra i 2 e i 6 punti di svantaggio. Nell’ultimo quarto però la Virtus ha compiuto l’ultimo sforzo e ha coronato l’inseguimento a metà con Polonara ed ha avuto qualche vantaggio, nel finale convulso ha avuto per due volte la possibilità di vincerla sia sul 78 pari a 28″ dal termine che sul 78-80 a 8″ dalla sirena finale.

Nel secondo tempoVirtus tutti promossi

Anche chi tra i bianconeri aveva giocato un primo tempo insufficiente ha trovato il modo per farsi ampiamente perdonare, stilare una classifica di merito sarebbe riduttivo, però credo che Polonara entrato a freddo e subito protagonista, sia l’emblema di questa Virtus operaia che se la gioca a viso aperto con tutte le grandi di Eurolega.

queste sono state le parole di coach Luca Banchi: “È stata una partita dura, una sconfitta pesante contro un avversario molto forte che ha mostrato soprattutto nei primi 20 minuti tutta la sua personalità, il suo potenziale e la sua fisicità. Abbiamo avuto un livello di intensità migliore nel secondo tempo, non sufficiente per vincere questa partita importante. Questo rammarico deve rendere la nostra squadra più unita, consapevole e pronta per questa difficile parte finale della regular season.”

Sul percorso in Eurolega della Virtus: “Nei primi 20 minuti il Monaco ha dimostrato tutto il suo potenziale, con qualche difficoltà di troppo a trovare il ritmo del nostro gioco, l’adeguato livello di intensità difensiva e circolazione di palla, cosa che è sensibilmente migliorata nel secondo tempo. Sono mesi che competiamo a questo livello e riteniamo di appartenerci, ma sono queste le serate in cui legittimamente abbiamo tutti il desiderio di ottenere il meglio. Il finale di gara non ci ha premiato, come detto resta rammarico ma la consapevolezza che questi momenti devono contribuire a renderci ancora più solidi, uniti e pronti per il prossimo appuntamento.”

Su Daniel Hackett, che ha raggiunto le 300 presenze in Eurolega: “E’ un traguardo importante, come ho già avuto modo di dire sono molto contento per lui e orgoglioso per la sua famiglia e per chi ha seguito questo suo percorso in questi anni, le tante persone che hanno incrociato la sua strada e che in qualche modo hanno contribuito a raggiungere questo importante obiettivo. Credo sia motivo di orgoglio per lui ma per l’intero popolo virtussino pensare che questo traguardo sia stato raggiunto con la maglia Virtus in una stagione così particolare. Credo che a lui per primo sarebbe piaciuto farlo coincidere con una vittoria stasera.”


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