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I PROBLEMI DELLA VIRTUS TRA REALTA’ E LUOGHI COMUNI

Scritto da il 18 Marzo 2022

nella foto : la tabella di “Piri Numbers di Stefano Ballotta”  che mostra in modo inequivocabile come l’impressione dello spettatore comune spesso sia sbagliata

Si sa che, attorno al letto di un malato importante, si affollano molti Medici ansiosi di risolvere il problema e, oltre a guarire l’illustre paziente, acquisire benemerenze professionali. La Virtus è la grande malata del basket Italiano e non solo metaforicamente. In modo ingeneroso e scarsa memoria gli addetti ai lavori fingono di dimenticare cosa è successo a questa squadra da settembre ad oggi (e ne ha fuori ancora tre). Ha ragione Scariolo il quale dichiara di non leggere i social, ad ogni sconfitta infatti si scatenano i peggiori sentimenti che dimostrano come, molti tifosi, covano un sordo rancore inspiegabile verso una Società ed una squadra che solo nove mesi fa hanno conquistato uno scudetto imprevisto ed impensabile.

Al di là del fatto che a vedere una partita di basket e capire chi ha vinto o perso sono capaci tutti ma comprenderne i meccanismi che stanno alla base di ciò che questo risultato influenza non è possibilità di tutti, sostenere che la Virtus di oggi non sia quella squadra che tutti pensavano di ammirare è abbastanza ovvio, non soddisfa nessuno nè il suo Presidente nè i giocatori stessi e lo staff tecnico. Però è necessario capire perchè questa sia oggi la situazione e per farlo bisogna ricordare ciò che è successo da settembre ad oggi, altrimenti si è in malafede o quanto meno molto distratti.

La Virtus dall’inizio della preparazione, 17 agosto, ha tesserato fin qua 18 giocatori di cui 9 stranieri. La squadra al completo è stata soltanto per 5′ nella prima gara ufficiale di Supercoppa (infortunio ad Udoh) da quel momento si sono succeduti 22 problemi fisici infortuni o malattie (qualcuno si è fermato due o più volte).  La società bianconera ha dovuto tornare in due occasioni sul mercato per tamponare le carenze definitive o temporanee. Con questi chiari di luna nessuno di questi leoni da tastiera riesce ad immaginarsi al posto di Scariolo che deve dare un volto preciso dal punto di vista tecnico ad una formazione che, di volta in volta, perde e riacquista pezzi. Come sostiene Alessandro Ramagli, indimenticato allenatore dell’immediato ritorno in A1, non importa la parte anteriore della maglia ma cont il nome che hai scritto dietro.

In modo molto ingeneroso anche qualche autorevole penna della carta stampata ha sentenziato che, al di là degli infortuni, questa Virtus avrebbe dovuto trovarsi in un’altra situazione di classifica (ovviamente europea), tutte le opinioni sono giustificabili ma siccome i termini di paragone sono le Virtus del passato che qualcosa hanno vinto, vorrei poter riavvolgere il nastro della storia e spedire su certi campi europei la Kinder Messiniana (o di Dorigo ??!!) priva di Ginobili, Jaric, Griffith e Andersen così com’è successo alla Virtus Segafredo col Buducnost e a Valencia priva di quatto titolari. E’ evidente che andar vicino al risultato vale solo a bocce ma è anche vero che, come i fatti successivi hanno dimostrato, il Buducnost e il Valencia sarebbero finite in classifica dietro alle Vnere al completo.

La Virtus comunque è attesa ora alla fase calda della stagione e ci arriva impreparata dal punto di vista tecnico, come si è visto con Tortona e Lubjiana, ma credo che il problema sia ben noto nella stanza dei bottoni bianconeri, piccolo e banale ma significativo il segnale di aver annullata la giornata di riposo prevista per il giorno successivo all’impegno europeo. Evidentemente c’è la consapevolezza che, arrivati due giocatori di alto livello europeo come Hackett e Shengelia, adesso bisogna metterli in condizione fisica (il Georgiano reduce da infortunio è considerato al 50% delle proprie possibilità) e sopratutto inserirli nei meccanismi della squadra. Bisogna ripartire dal buono dello scontro con l’Olimpia Lubjiana (non tutto da buttare come qualcuno vuole far credere), come le tabelle Piri Numbers della foto dimostrano, Lubjiana non ha vinto la gara in attacco dove, nonostante i jolly pescati da Pullen un ex dimenticato che qui non aveva mai impressionato, ha fatto meno del solito, ma in difesa dove ha rallentato con una zona adattata molto bene l’attacco di una Virtus che di suo ha avuto una percentuale orribile da 2, in questo molto “aiutata” da un arbitraggio indegno per una gara europea che ha consentito una serie di schiaffoni e manate sulle braccia dei tiratori, chi non è convinto può rivedersi la partita in tv.

Il vero problema attuale delle Vnere è l’attacco alla zona che richiede una serie di movimenti coordinati tra tutti e 5 e non i semplici giochi a due o a tre come succede contro la “uomo”. Per venire a capo del problema serve tempo e applicazione ben sapendo però che, il primo attacco alla zona, è non farla schierare giocando il più possibile in transizione.