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Gad Lerner e Silvia Truzzi raccontano il giovane Gramsci a Modena

Scritto da il 4 Gennaio 2024

Sabato 17 febbraio alle ore 21 evento imperdibile a Modena, con Gad Lerner e Silvia Truzzi che raccontano al Teatro Michelangelo un giovane Antonio Gramsci 

 

Gad Lerner Modena

Foto “Francesca Cucino – Marketing e Promozione”

 

Nella primavera del 2022 Gad Lerner è entrato in possesso di tre temi del liceale Antonio Gramsci, fino ad allora inediti. Ciò che salta immediatamente all’occhio negli scritti liceali è come già s’intravedano nitidamente i grandi filoni del pensiero gramsciano, studiati ancora oggi in tutto il mondo e di straordinaria attualità.

Il suo curriculum scolastico era stato accidentato e discontinuo fin dalle elementari nonostante l’ottimo rendimento, a causa dell’arresto del padre che aveva precipitato la famiglia in una situazione di povertà estrema.

Da questa esperienza di privazioni, unita a un’insaziabile e precocissima sete di conoscenza, matura l’idea della cultura come strumento di emancipazione degli ultimi; un’idea di cultura lontana dall’intellettualismo, capace di creare negli individui la coscienza di classe.

Prendendo spunto da questi preziosi documenti giovanili, Gad Lerner e Silvia Truzzi portano in scena uno spettacolo, diviso in tre parti come tre sono i temi ritrovati, che ripercorre i primi anni della vita del filosofo e politico sardo.

Lo spettacolo alterna testimonianze – spesso in prima persona, ricavate dalla vastissima produzione epistolare – che rievocano la perigliosa vita del giovane Gramsci – ad analisi del suo pensiero, in grado di farci riflettere e di sorprenderci. A dispetto del quieto vivere e della realpolitik, si può e si deve sognare un mondo diverso e giusto: ecco, Il sogno di Gramsci.

 

Gad Lerner

Nato a Beirut nel 1954 da una famiglia ebraica, dopo aver lavorato al quotidiano Lotta continua, a Il Lavoro di Genova e a Il manifesto, dal 1983 è stato inviato del settimanale L’Espresso. Dal 1993 al 1996 vicedirettore de La Stampa, in seguito ha scritto su Corriere della Sera e Repubblica.

Dal 2020 è una delle firme de Il Fatto Quotidiano. Ha condotto varie trasmissioni televisive sulle reti Rai e su La7. Tra le altre, Milano, Italia, Pinocchio, Otto e Mezzo, L’Infedele. Nel 2000 è
stato per pochi mesi direttore del Tg1. Ha pubblicato vari libri tra cui: Operai (1987); Tu sei un bastardo. Contro l’abuso delle identità (2005); Scintille. Una storia di anime vagabonde (2009) per Feltrinelli. E Giornalisti da marciapiede (2022) per le edizioni del Gruppo Abele.

Ha realizzato con Laura Gnocchi il Memoriale della Resistenza Italiana che raccoglie online attualmente 700 video testimonianze (noipartigiani.it) da cui è tratto il libro Noi partigiani (Feltrinelli).

 

Silvia Truzzi

Nata a Mantova ma milanese d’adozione. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato nelle redazioni di Trento e Bologna del Corriere della Sera. Lavora al Fatto Quotidiano dalla sua fondazione nel 2009.

Ha vinto il Premio giornalistico internazionale Santa Margherita Ligure per la cultura nel 2011 e il Premio satira politica Forte dei Marmi, sezione giornalismo, nel 2013. È autrice della trasmissione di RaiTre Le parole, condotta da Massimo Gramellini.

Con Antonio Padellaro ha condotto tre serie del programma C’era una volta su TvLoft. Nel 2016 ha pubblicato Perché No (con Marco Travaglio) e nel 2019 C’era una volta la sinistra (con Antonio Padellaro).

Per la casa editrice Longanesi ha pubblicato Un Paese ci vuole. Sedici grandi italiani si raccontano (2015), i romanzi Fai piano quando torni (2018) e Il cielo sbagliato (2022). Ha curato, con Marta Cosentino, il documentario Fuga ad Alcatraz (TvLoft, 2023).


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