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Carpi, presentazione di Luca Ferretti: “Provo affetto per questa maglia. Ho lasciato la Serie C per mettermi in gioco”

Scritto da il 18 Gennaio 2023

Luca Ferretti torna a Carpi dopo sei mesi

 

Carpi

 

La polmonite che ha colpito Kaur Kivila (ancora sotto osservazione in Estonia, dove si era recato per le vacanze natalizie) ha obbligato il Carpi a cercare un altro portiere. Ieri è stato ufficializzato il ritorno in biancorosso di Luca Ferretti, svincolatosi dalla Feralpisalò che sta lottando per il primo posto nel Girone A di Serie C.

19 anni, nato a Reggio Emilia il 23 dicembre 2003 e cresciuto nella Giovanili del Carpi, Ferretti ha debuttato in Serie D giocando 3 partite in prestito con la Correggese nella stagione 2020-2021. Successivamente ha fatto parte dell’Athletic Carpi, coprendo il ruolo di portiere titolare con 42 presenze (35 in campionato, 6 in Coppa Italia di Serie D e 1 nei Play-off) e 52 gol subìti. Dopo lo svincolamento, nell’estate del 2022 è salito di categoria grazie alla Feralipisalò (firmò fino al 2025), dove però ha disputato solamente 1 partita il 2 novembre in Coppa Italia di Serie C (sconfitta casalinga per 5-2 contro la Juventus Next Gen). Molto probabilmente si giocherà il posto da titolare con Pietro Balducci, mentre Kivila dovrebbe ritornare all’Hellas Verona.

 

. Luca Ferretti, portiere del Carpi.

Sono molto contento di essere tornato al Carpi. Provo affetto per questo club per vari motivi: ci sono arrivato nell’anno della promozione in Serie A, ho fatto il raccattapalle al Cabassi, sono cresciuto nel Settore Giovanile, nella scorsa stagione sono stato il portiere titolare e ciò mi ha permesso di salire nel calcio professionistico.

Il mio rapporto con il Carpi non è mai finito. Il presidente Lazzaretti mi conosce da quando sono andato in prestito alla Correggese, poi mi ha voluto nel neonato Athletic quando ero in procinto di passare alla Sanremese. È sempre rimasto in contatto con me e i miei agenti. In estate voleva che rimanessi, ma quando è arrivata la chiamata del professionismo ha compreso la situazione.

Alla Feralpisalò ho vissuto sei mesi bellissimi. Mi sono reso conto di cosa significa essere un calciatore professionista, ho trovato un ambiente composto da professionisti veri e ho avuto dei compagni eccezionali. Loro volevano tenermi, ma ho deciso di lasciare perché sono giovane, volevo giocare di più e mi manca andare in porta la domenica. Tecnicamente credo di essere cresciuto rispetto a un anno fa e vorrei mettere alla prova i miei progressi in una piazza importante come Carpi. Non so quali sono le gerarchie in porta. Sicuramente darò il massimo dell’impegno per avere spazio.

Devo ancora conoscere meglio il gruppo perché sono arrivato da due giorni. Ho seguito l’andamento, credo che abbiamo una squadra forte per la categoria, con ritmi alti anche in allenamento e che non si ferma davanti alle difficoltà. La Giana Erminio ha preso il volo ed è a +14 su di noi, però penso che possiamo giocarcela fino alla fine. Gli obiettivi devono essere salire il più alto possibile in classifica e poi provare a vincere i Play-off.

La scorsa stagione è stata molto strana per come è iniziata, senza preparazione e con metà organico arrivato dalla Correggese e l’altra metà da completare. Dopo il fallimento del Carpi stavo per andare in ritiro con la Sanremese, poi mi ha chiamato Lazzaretti e due giorni dopo ho esordito in Coppa Italia contro il Mezzolara. Per me fu un’annata da incorniciare perché, pur essendo un 2003, ho raccolto 42 presenze che mi hanno permesso di fare il salto da professionista. La squadra mi sembrava ben costruita e la Semifinale Play-off fu il giusto premio per i sacrifici fatti dalla società e dai compagni. Più di così non potevamo fare“.

 

Carpi

 

 


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