Caffè Lungo: R-Evoluzione

Qualcosa sta cambiando. Per ora sono solo dettagli, accenti, sfumature, ma il cambiamento sta iniziando, sta prendendo il via. E, onestamente, non potrei che esserne più lieto. Perchè, nello share registrato da Ulisse lo scorso weekend contro Amici di Maria De Filippi, io non vedo solo la vittoria di un format su un altro, il successo di una rete sui competitor: io vedo, o desidero vedere, un riscatto culturale di cui si sentiva spaventosamente il bisogno.

Se nel fine settimana qualche milione di persone preferisce stare davanti alla televisione a vedere un mix di divulgazione storica, culturale, artistica e scientifica rispetto a uno dei talent show più famosi nonché uno dei più longevi show d’intrattenimento dell’etere, vuol dire che la “rivincita dell’ultimo banco” si sta sgretolando. Che cosa intendo quando parlo di rivincita dell’ultimo banco? Un termine non mio, ma di una persona che stimo moltissimo, col quale si definisce una sorta di riscatto dell’ignoranza a favore della conoscenza, quasi un sopruso intellettuale per difetto.

Lo si potrebbe definire diversamente un periodo in cui c’è chi si vanta di non avere titoli di studio, in cui si attacca chiunque mostri un po’ più di conoscenza rispetto alla media definendolo “professorone”, in cui il progresso scientifico e medico è messo in discussione da sedicenti guru, falsi account e orde di seguaci buoni a nulla nella vita se non a pendere dalle labbra di qualcuno? Quando l’ignoranza è un merito e la conoscenza una colpa viviamo una condizione di oscurantismo, ma fortunatamente ciò ha sempre vita breve.

Quindi, i dati di Ulisse sono l’incipit di una sorta Rinascimento? Non lo so. Ma potrebbe essere benissimo l’inizio di una rivoluzione culturale, intesa come una nuova evoluzione, in cui la conoscenza si riprende il proprio posto ai danni dell’ignoranza e della cialtronaggine. In quel caso, w la “R-Evoluzione”, w il piacere della scoperta!

Federico Bonati