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Bologna Jazz Festival: giovedì 3 novembre il concerto di Johnny O’Neal alla Cantina Bentivoglio

Scritto da il 1 Novembre 2022

Alla Cantina Bentivoglio di Bologna arrivano Johnny O’Neal, Josh Ginsburg e Piero Alessi

 

Johnny O’ Neal (Uffico Stampa Bologna Jazz Festival – Foto Roberto Cifarelli)

 

Musica – Ne ha di cose da raccontare sulla jazz life il pianista Johnny O’Neal, e lo fa con la tastiera piuttosto che riesumando aneddoti di una vita fuori dagli schemi. Lo si potrà appurare giovedì 3 novembre (alle ore 22) alla Cantina Bentivoglio, dove O’Neal si esibirà per il Bologna Jazz Festival in trio con Josh Ginsburg al contrabbasso e Piero Alessi alla batteria.

 

Bologna Jazz Festival 

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Bologna Città della Musica UNESCO, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol, Coop Alleanza 3.0, TPER, Città Metropolitana di Bologna, del main partner Gruppo Hera e con il sostegno del Ministero della Cultura.

 

Johnny O’Neal

Nato a Detroit nel 1956, Johnny O’Neal arrivò a New York all’inizio degli anni Ottanta. Ancora giovanissimo bazzicava già le formazioni di Milt Jackson, Sonny Stitt, Eddie ‘Lockjaw’ Davis, Buddy DeFranco, Clark Terry.

Un ingaggio regolare al Blue Note gli permise di accompagnare gente come Dizzy Gillespie, Ray Brown, Nancy Wilson, Joe Pass e Kenny Burrell. In quel fortunato periodo ottenne anche un contratto discografico con la Concord e, soprattutto, entrò a far parte dei Jazz Messengers di Art Blakey. Vi rimase tra il 1982 e il 1983: il momento culminante della prima fase della sua carriera.

Nel 1986 lasciò New York e scomparve dai riflettori: per oltre due decenni ha continuato a esibirsi pressoché nell’oscurità, dovendo affrontare anche gravi problemi di salute. Pochi anni fa, all’improvviso, ricomparve a New York e da quel momento la sua storia ha ripreso l’originario slancio.

Lasciati da parte gli aspetti più coriacei dell’hard bop (quello che masticava coi Jazz Messengers), O’Neal è oggi legato piuttosto al lato più swingante della grande tradizione dalla quale è emerso. È inoltre un entertainer di razza, come dimostra col suo stile vocale che mira a creare un coinvolgimento diretto con il pubblico.

 


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