Vangelo della domenica, il commento del Vescovo Francesco Cavina: “Preserviamo la nostra anima dal caos e dalla confusione”

Il commento al Vangelo di domenica 17 novembre 2019 di monsignor Francesco Cavina*:

“Nel Vangelo di oggi, Cristo, prendendo lo spunto dall’ammirazione che suscitava il tempio di Gerusalemme per la sua grandezza e bellezza, ne annuncia la rovina e la completa distruzione. I discepoli rimangono sconvolti dalle sue parole – proviamo a pensare come reagiremmo se venisse qualcuno ad annunciarci la distruzione della Basilica di san Pietro a Roma – e desiderano conoscere il tempo in cui accadrà un simile drammatico evento e quali ne saranno i segni premonitori. Gesù non risponde a queste due domande, ma prende l’occasione per attirare l’attenzione dei discepoli su ciò che li attenderà e come dovranno comportarsi.

Che cosa debbono attendersi i discepoli?  Falsi profeti che pretenderanno di parlare in suo nome (eresie). Nel corso della storia umana, sono sorte – e ne sorgeranno ancora – persone che promettevano un futuro terreno di pace e di felicità all’umanità e hanno avuto la pretesa di prendere il posto che spetta solo a Cristo, Figlio di Dio fatto carne. Inoltre, i discepoli dovranno attendersi guerre e rivoluzioni, terremoti e carestie, persecuzioni.

Come dovranno comportarsi? Gesù offre poche, ma chiare e semplici indicazioni: non lasciatevi ingannare, non seguiteli, non vi terrorizzate, mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa. Innanzitutto, il discepolo è chiamato a rimanere fedele e ancorato alle parole del suo Maestro. Non ha bisogno di altro. Non deve lasciarsi attrarre né da ogni “vento di dottrina “(Ef 4.14) né da coloro che pretendono di conoscere il futuro o promettono un paradiso in terra o presentano una figura di Cristo diversa da quella dei vangeli.

Di fronte allo scatenarsi della violenza della guerra e ai cataclismi della natura il discepolo è, poi, invitato a rimanere sostanzialmente sereno perché essi appartengono al cammino dell’umanità, ma non ne significano la fine. Al discepolo è chiesto di rimanere saldo nella Parola di Dio poiché Egli è il Signore della storia. Solo Lui conosce tutto, tutto ha nelle sue mani e ha un progetto di bene per coloro che credono il Lui. Un giorno la storia umana giungerà al suo compimento per cui la nostra salvezza è assolutamente certa. Con questa speranza il discepolo può vivere nel mondo e affrontare serenamente la vita.

Infine, davanti alle persecuzioni a causa di Cristo, il cristiano non deve preoccuparsi della propria difesa perché a difenderlo ci sarà lo Spirito del Signore. La persecuzione si scatenerà per portare i discepoli ad adeguarsi e a conformarsi alla mentalità dominante. Altre volte, invece, si manifesterà come pressione esercitata dall’opinione pubblica per convincerli della non attualità del messaggio evangelico e, dunque, a ricercare “nuove verità” e ad accogliere “nuove rivelazioni”.

Persecuzioni e ostilità arriveranno anche da parte degli amici e dei familiari. Ma grazie alla faticosa e sofferta perseveranza, se si rimane fedeli a Cristo, ci si salverà l’anima. Nel corso della storia ci sono tempi, buoi e difficili, nei quali ai discepoli è chiesto semplicemente di resistere, di rimanere saldi, di custodire la fede, di preservare la propria anima dal caos e dalla confusione.”

*Vescovo Emerito di Carpi