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LUNDBERG : UN PROGETTO A LUNGO TERMINE

Scritto da il 31 Agosto 2022

Quando a fine Luglio la Virtus Segafredo Bologna ha annunciato l’ingaggio di Iffe Lundberg solo chi segue regolarmente il basket europeo ha capito appieno il valore di questa mossa, che è stata un segnale delle ambizioni del club di essere subito competitivo nel suo ritorno in EuroLega.

Diverse sono le garanzie sul danese: oltre al fatto che venga dal CSKA, voluto da Itoudis, di certo vi saranno state anche le referenze “sulla persona” a Hackett e Shengelia che han disputato con lui un paio di stagioni. Ed anche i numeri comparati a quelli di questi suoi compagni sono confortanti: stessi minuti e più punti di Hackett, più punti e minuti di Milutinov e leggermente meno di quelli di Shengelia.

Lundberg non è conosciutissimo perchè ha avuto una crescita impressionante negli ultimi due anni, cosa che però ha fatto di lui uno dei giocatori oggi più ambiti in Europa.

E col suo ingaggio la Virtus si è messo in panchina una guardia che gioca in entrambe le posizioni dietro e che è in piena maturità. Coi suoi 27 anni può dare garanzie ben oltre il biennio di contratto e rappresentare con Pajola la base del prossimo reparto guardie quando Teodosic e Hackett andranno in pensione.

Probabilmente la presenza a Bologna dei vecchi compagni Hackett e Shengelia, le informazioni sulla società e la determinazione con cui è stato “voluto” hanno fatto si che la sua scelta sia caduta sulla Virtus, che con circa due milioni e mezzo (per il biennale) ha superato la concorrenza di Maccabi e Fenerbahce.

Lundberg, conclusa la sua carriera giovanile in Danimarca con una media di 15,5 punti, 5 rimbalzi e 4,1 assist a partita, tirando il 39% da tre punti, partì verso il suo percorso di crescita in Spagna,  al BAXI Manresa, con una media di 10,4 punti, 2,9 rimbalzi e 2,8 assist a partita e poi al Tenerife nel 2019.

Ma è stato nell’annata seguente in Polonia, nello Zielona Gora, che si è fatto notare grazie a ottime  prestazioni nella VTB League contro squadre come CSKA Mosca e Zenit e ad una media di 20,4 punti, 5,4 assist e 3,8 rimbalzi a partita.

Pochi mesi dopo arrivò il contratto col CSKA Mosca, dove ha giocato 39 partite di EuroLeague, con una media di 10 punti, 2,4 rimbalzi, 2,1 assist e 1 recupero a partita, conquistandosi il posto nel quintetto iniziale.  Cosa che ha fatto di lui una delle migliori guardie in Europa, al punto da stimolare anche l’interessamento dei Phoenix Suns .

Lundberg per la Virtus è una grande aggiunta nella fase offensiva, carente l’anno scorso. Solitamente la maggior parte dei suoi punti (9,9 per partita) vengono da pick & roll ma può anche creare da palleggio e grazie al fisico robusto arrivare al cerchio, mentre è mortifero da fermo (col 37% da tre) .

Nella fase difensiva, dove Teodosic e Belinelli hanno bisogno di essere protetti oltre che di limitare i minuti in campo, Iffe può cambiare sia sul play che sulla guardia..

Al CSKA Mosca Itoudis gli ha spesso affidato la marcatura dei fuoriclasse avversari, come Mike James o Shane Larkin. Anche se non particolarmente alto (1,93 cm), con l’agilità dei suoi trascorsi da ballerino, con buoni spostamenti laterali ma soprattutto con una apertura alare di 206 centimetri riesce a contestare i tiri.

Col tempo passato con coach Itoudis è migliorato anche nella difesa di squadra, acquisendo buoni tempi e buone scelte negli anticipi e capacità di cambiare al momento giusto, e giocherà quindi un ruolo importante nella prima linea di difesa sul perimetro.

Per una Virtus alla ricerca dei successi di un tempo Lundberg sembra una scelta perfetta, ma reciprocamente la Virtus sembra anche una opportunità perfetta per Lundberg di diventare uno dei migliori giocatori d’Europa in modo permanente. Ed il fatto di trovare a Bologna due giocatori che già conosce bene come Daniel Hackett e Toko Shengelia dovrebbe anticipare i tempi di adattamento in squadra.