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Carpi, la classifica dei libri più venduti della “Libreria La Fenice”: sul podio Alabama, Il pane perduto e Noi ragazzi della libertà

Scritto da il 29 Aprile 2021

Libreria La Fenice di Carpi

Condividiamo la nuova classifica dei libri più venduti dalla La Fenice di Carpi la scorsa settimana. Al primo posto sul podio troviamo lo storico Alessandro Barbero con il Libro Alabama edito da Sellerio.

Al secondo posto Il pane perduto scritto da Edith Bruck e pubblicato da La Nave di Teseo, il libro è stato proposto da Furio Colombo per il Premio Strega 2021.

Terzo posto per il libro Noi ragazzi della libertà. I partigiani raccontano scritto da Gad Lerner e Laura Gnocchi, edito da Feltrinelli.

 


1 ALESSANDRO BARBERO ALABAMA SELLERIO
2 EDITH BRUCK IL PANE PERDUTO LA NAVE DI TESEO
3 G. LERNER – L. GNOCCHI NOI RAGAZZI DELLA LIBERTA’ FELTRINELLI
4 LILIANA SEGRE HO SCELTO LA VITA SOLFERINO
5 G. LERNER – L. GNOCCHI NOI, PARTIGIANI FELTRINELLI
6 NGUYEN PHAN QUE MAI QUANDO LE MONTAGNE CANTANO NORD
7 LA VIA DEGLI DEI. ILPERCORSO STORICO CITTA’ DI SASSO MARCONI
8 A. PELLAI – B. TAMBORINI ACCENDERE IL BUIO MONDADORI
9 CAMILLA LACKERG IL GIOCO DELLA NOTTE EINAUDI
10 GUIDO TONELLI IL TEMPO FELTRINELLI

 

Alabama di Alessandro Barbero (Sellerio) 

Alcuni anni fa, nei suoi percorsi e studi da storico, Barbero ha incontrato una storia che non poteva essere racchiusa in un saggio.

Ed è quella di Alabama, che pur non essendo nato come reazione alla storia recente ne anticipa i motivi profondi, scandagliandone l’oscurità delle viscere.

È la vicenda di un eccidio di neri, di «negri», durante la Guerra di Secessione, la prima grande lacerazione nazionale che divide il paese tra chi vuole bandire la schiavitù e chi non ne ha nessuna intenzione.

Ed è la storia di bianchi pulciosi e affamati che vanno in guerra per pochi spiccioli e che sentono il diritto naturale di fare dei negri quello che vogliono.

Tutto questo diventa il racconto fluviale, trascinante, inarrestabile, dell’unico testimone sopravvissuto, Dick Stanton, soldato dell’esercito del Sud, stanato e pungolato in fin di vita da una giovane studentessa che vuole ricostruire la verità.

Verità storica e romanzesca, perché Barbero inventa una voce indimenticabile, comica e inaffidabile, logorroica e irritante, dolente e angosciosa, che trascina il lettore in quegli abissi che ancora una volta si sono riaperti.

Il nuovo romanzo di Barbero va davvero a toccare i tratti del carattere americano che sono deflagrati negli eventi dell’ultimo anno e degli ultimi mesi: la questione del suprematismo bianco, il razzismo profondo che innerva persino le istituzioni, la mentalità paranoica, l’orgoglio e la presunzione di farsi giustizia da sé, la violenza che scaturisce dalla povertà, dalla rabbia, da ciò che si vive come ingiusto sulla propria pelle e che si rovescia su chi è ancora più debole.

 

Il pane perduto Edith Bruck (La Nave di Teseo)

Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant’anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l’infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento.

Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive.

Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove.

Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l’Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l’approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla “Roma bene” degli anni Cinquanta, infine l’incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant’anni.

Fino a giungere all’oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell’attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora.

Il libro è stato proposto da Furio Colombo al Premio Strega 2021 con la seguente motivazione:

L’ultimo libro di Edith Bruck (Il pane perduto, La nave di Teseo) unisce in un’unica grande opera ciò che l’autrice ha visto, vissuto, pensato e scritto: un’amorevole dolcezza prosciuga altri sentimenti (come l’odio legittimo per l’orrore e i carnefici), perché Edith è salva e tenuta in vita da un legame fortissimo, un misto di orgoglio e pietà affettuosa per chi, come lei, è stata spinta nella galleria dell’orrore.

Nella visita sul fondo della memoria Edith ripercorre il miserabile inferno preparato meticolosamente dai suoi aguzzini (tornati come in un incubo), vittime di una solitudine che si nutre di morti. Ma la vita è troppo forte e l’istinto, ancora bambino, di saltare avanti è troppo grande.

E quando, nella realtà come in questo nitidissimo racconto, vita e morte, distruzione e futuro si spaccano, Edith è già saltata sul lastrone della vita. E qui il libro diventa un racconto che devi leggere fino all’ultima pagina, di storia, di vita, di amore.»

 

Noi ragazzi della libertà. I partigiani raccontano Gad Lerner, Laura Gnocchi (Feltrinelli)

La libertà non è un regalo, va conquistata.

Noi? Ragazzi della libertà? Ma cosa c’entriamo con i partigiani? Sono storie vecchie, del tempo dei nonni e dei bisnonni…

I partigiani sono persone che molto tempo fa, quando in Italia c’era la guerra, hanno scelto da che parte stare.

Ma chi gliel’ha fatto fare? Per rispondere a questa domanda ve ne proponiamo un’altra: e se provassimo a metterci nei loro panni? La Resistenza l’hanno fatta anche tanti ragazze e ragazzi della vostra età.

Noi li abbiamo incontrati e abbiamo realizzato una raccolta di memorie della Resistenza, perché restasse la loro testimonianza e fosse reso omaggio a chi ha rischiato la propria vita per la libertà.

E se oggi voi potete mettervi nei loro panni – ma per fortuna siete in panni molto più comodi – lo dovete anche a loro.»

Questo libro nasce da un progetto di oltre cinquecento interviste in collaborazione con l’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia.

 

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