Spiritualità – Seconda domenica di Quaresima, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:
Ascolta “La Trasfigurazione pone una domanda decisiva: “Chi è Gesù Cristo?”” su Spreaker.
La Trasfigurazione è una delle pagine più belle e straordinarie della vita di Cristo. San Leone Magno spiega che, con questo miracolo, Cristo ha voluto rimuovere dal cuore dei discepoli lo scandalo della croce (Omelie, LI,3).
Gesù, dunque, prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li conduce in un luogo appartato, su un monte, tradizionalmente identificato con il Tabor, per pregare, come era solito fare. I tre apostoli, stanchi e oppressi dal sonno, ad un certo momento assistono a qualcosa di sorprendente: il volto di Gesù diventa splendente come il sole e le sue vesti candide come la neve.
Si tratta di immagini prese dalla natura che cercano di descrivere il nuovo aspetto di Cristo. Egli diventa “Luce” come Dio. Si mostra rivestito dello splendore e della gloria divina che gli appartengono da sempre in quanto Figlio di Dio.
La sua divinità, infatti, nei giorni abituali della sua vita terrena restava nascosta. Sul monte, però, per un attimo, Cristo lascia intravvedere la sua vera identità.
La luce di Dio fa sentire l’uomo (finalmente) a casa
Pietro, impulsivo e generoso, manifesta la sua gioia: Come è bello stare qui! È bello perché Dio che è Luce è anche – come insegna san Francesco d’Assisi – Bellezza e quando la luce di Dio si rivela l’uomo desidera entrare in quello splendore perché si sente finalmente a casa, pienamente felice. Infatti, il volto trasfigurato di Cristo è il nostro vero volto: in Lui noi siamo stati pensati, voluti e amati dall’eternità. Pertanto, lontano da quel volto in nostro cuore resta inquieto e smarrito.
Alla luce dell’esperienza di bellezza che vivono i tre apostoli, mi concedo una una breve digressione. Se la presenza di Gesù è luce e pienezza che dona senso alla vita, allora tutto ciò che riguarda il culto divina dovrebbe riflettere questa luce. La liturgia ben curata, l’arte sacra, il canto non sono elementi secondari nella vita cristiana, ma servono a farci percepire qualcosa della bellezza di Dio. Una liturgia schiatta, un’arte sacra disadorna, una chiesa buia e spoglia non solo non rendono onore a Dio, ma impediscono a noi di percepire qualcosa dei suoni melodiosi del cielo (Benedetto XVI, Omelia nel Natale di Cristo, 2013).
Accanto a Gesù compaiono Mosè ed Elia. Non è un dettaglio casuale. Essi rappresentano la Legge e i Profeti, cioè tutta la storia dell’Antico Testamento. La loro presenza indica che le promesse e le attese di Israele trovano compimento nel Signore Gesù. Tutta la Scrittura converge su di lui. La legge e la profezia “come due testimoni parlano di Cristo (Pascasio Radberto).
La Trasfigurazione anticipa la Risurrezione e prepara i discepoli ad affrontare lo scandalo della croce
Infine si ode la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo». Sono parole già pronunciate al battesimo nel Giordano, ma qui assumono un significato ancora più forte. Il Padre conferma l’identità di Gesù proprio mentre egli si avvia verso la passione. La Trasfigurazione è come una finestra aperta sulla Pasqua: anticipa la Risurrezione e prepara i discepoli ad affrontare lo scandalo della croce. La luce e la gloria intraviste sul monte diventeranno definitive dopo la risurrezione.
L’episodio della Trasfigurazione ci pone una domanda decisiva: Chi è Gesù? Io conosco davvero Gesù? La conoscenza di Gesù nasce dall’ascolto. Ascoltatelo non è un semplice invito quello che Dio ci rivolge, ma un comando.
È attraverso la sua parola che nasce la fede, la quale è sempre veicolo di una nuova conoscenza perché ci rivela chi è Dio, chi siamo noi, quale è il senso della storia e della nostra esistenza. Questo dono della fede è vissuto non da soli, ma all’interno della grande famiglia di Dio che è la Chiesa ed è illuminato dalla vita dei Santi.
La loro testimonianza, per usare le parole del Servo di Dio don Luigi Giussani, ci ricorda che: Se uno segue Cristo, è nelle condizioni migliori per affrontare la realtà e per affrontare il problema del destino (L’attrattiva di Gesù).

S.E. Mons. Francesco Cavina (foto Monastero WiFi)












