Terremoto Virtus, si rompe il contratto con Ivanovic
Scritto da Lucio Bertoncelli il 28 Marzo 2026
Arrivederci Dusko, grande uomo, maestro di basket e di vita, la Virtus e i suoi tifosi ti saranno grati per sempre.

Nella foto Virtus, Dusko Ivanovic, capo allenatore della Virtus, la Società lo ha sollevato dall’incarico insieme aduno dei suoi vice Trajkovic
Un fulmine a ciel sereno
Alle 18.45 di ieri un comunicato Virtus, che ormai tutti conoscono, ha informato che Dusko Ivanovic e uno dei suoi vice, Nenad Trajkovic, erano stati sollevati dall’incarico con effetto immediato, il nuovo staff tecnico sarà quindi composto da Nenad Jakovlijevic, capo allenatore, Daniele Parente e Christian Fedrigo come assistenti.
Fin qui la notizia, inaspettata, che di fatto chiude la parabola in Virtus del coach che ha portato a giugno il 17° scudetto, abbastanza inatteso, e ha lasciato la squadra prima in classifica in Lba e quindicesima in Eurolega, col penultimo budget, essendo rimasta a lungo a ridosso della zona play in.
I motivi del licenziamento
Paolo Bertolucci, il grande campione di tennis oggi commentatore Sky e Virtussino doc, riferendosi ad Alcaraz ha detto “È come nello spogliatoio di una squadra, c’è armonia fino a quando si vince, poi quando perdi l’aria diventa meno leggera e qualcosa cambia perché, quando perdi delle partite, qualche domanda e qualche dubbio in testa ti viene e tutti questi sorrisi non li vedi più”. La Virtus in Europa ha perso 20 partite e, pur avendo perso pochissimo in Lba, la sconfitta di Reggio Emilia ha sicuramente lasciato il segno.
Nella città dei portici si è scatenata una ridda di voci sui possibili risvolti che hanno portato a questa frattura. Il rapporto di Dusko con alcuni giocatori, in primis Carsen Edwards, sembrerebbe alla base della decisione così rapida, ma è noto a tutti, perchè il coach l’aveva commentato, che la Virtus avesse proposto un rinnovo del contratto e lui non fosse in grado di prendere attualmente una decisione. Poichè il vero “mercato” si fa a marzo-aprile è del tutto evidente che la Virtus avesse bisogno di certezze sul futuro.
Il carattere di Dusko ben noto a tutti
Dusko Ivanovic, dopo oltre vent’anni di carriera in Eurolega, ha pregi e difetti ben noti a tutti, giocatori compresi. Il coach Montenegrino pretende dai propri giocatori un’assoluta aderenza ai suoi sistemi di allenamento e di gioco. E’ un uomo di poche ed essenziali parole, lo abbiamo imparato bene in sala stampa, ritiene che tutto, nel basket, venga dalla difesa. Il suo staff lo considera “un maestro” e i giocatori che lo seguono migliorano senza ombra di dubbio dal punto di vista tecnico e mentale.
La filosofia di Dusko è quella che, un giocatore e una squadra, non debbano mai partire battuti. Sulla carta questo lo dicono tutti gli allenatori ma Dusko ha dimostrato di saperlo mettere in pratica. Al di là dello scudetto conquistato lo scorso anno, vincendo due volte al Forum in semifinale, e 3 a 0 nella finale con Brescia, vorrei ricordare che in questa stagione la Virtus ha battuto l’EA7 due volte : una volta priva di tutti i centri e Carsen Edwards, l’altra due settimane or sono, priva di tutti e 3 i play maker. A chi, in sala stampa, gli faceva notare l’impresa il coach Montenegrino, senza scomporsi, ha detto “non esistono problemi ma soltanto soluzioni”.
Per ottenere tutto ciò Dusko Ivanovic tiene sempre la squadra sulla corda, Daniel Hackett, vero leader della squadra, ha definito i metodi del coach “barbari”, al di là che Daniel forse maneggia meglio il pallone degli aggettivi, questo fotografa bene come i giocatori, anche di grande esperienza, vivono la presenza del coach.
Da oggi eventuali alibi sono finiti
Se fossero vere le voci dei motivi del licenziamento, eventuali alibi, che eventualmente ci fossero, da parte dei giocatori, da oggi sarebbero finiti. La Virtus ha scelto, per portare a termine la stagione, la continuità tecnica con Nenad Jakovljevic coadiuvato da Daniele Parente e Christian Fedrigo. Certamente non va snaturato il lavoro di questi 15 mesi di coach Ivanovic, anche nella valorizzazione dei giovani che Dusko è riuscito a lanciare in prima squadra. Da oggi la squadra deve lavorare in tranquillità e portare a casa l’ultimo e più importante obiettivo dopo che gli altri ormai sono sfumati.







