Spiritualità – Solennità dell’Ascensione, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:
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Il testo degli Atti degli Apostoli ci racconta che i discepoli, dopo che Gesù fu assunto al cielo se ne “tornarono a Gerusalemme con grande gioia”. Una gioia che, a prima vista, appare immotivata: quella era, infatti, l’ultima volta che vedevano il Signore. Da dove nasce, allora, questa gioia sovrabbondante?
Uno dei motivi della loro contentezza era certamente dato dalla presenza della Vergine Maria in mezzo a loro. I discepoli sapevano che, una volta tornati a Gerusalemme, avrebbero goduto della compagnia della Madre di Gesù, che sotto la Croce era divenuta anche Madre di ciascuno di loro.
Sapevano, quindi, di potere contare sul suo consiglio spirituale, sulla sua preghiera, sul suo aiuto. A lei, che aveva avuto il privilegio di coltivare una relazione profonda, intima e personale con Gesù, potevano rivolgersi per essere aiutati ad approfondire il mistero del suo Figlio.
A Lei, che era stata avvolta dalla potenza di Dio, potevano guardare per imparare a vivere nella fede, nella speranza e nella carità. Inoltre, Maria, che aveva concepito il Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo, era anche la donna più preparata ad accompagnare l’attesa del dono promesso da Cristo: lo Spirito Santo.
L’Ascensione del Signore e la responsabilità del cristiano
L’Ascensione del Signore, però, non è soltanto sorgente di gioia: è anche il giorno della responsabilità per ogni cristiano. Oggi il Signore sembra dire a ciascuno di noi: “Adesso tocca a te! Ma a fare che cosa? Ad essere testimoni di Cristo nel mondo.
Il cristiano, qualunque sia la sua vocazione nella Chiesa, è chiamato a portare Gesù agli altri, perché tutti possano conoscerlo ed amarlo. Tutto il resto passa in second’ordine. E in questa missione non siamo soli. Il Signore continua ad accompagnarci. Egli ha detto: “Io vado, e poi ritornerò da voi” (Gv 14,18).
Questo suo ritorno è avvenuto quando, dopo la sua morte, si è manifestato vivo ai discepoli; è proseguito nei quaranta giorni successivi e ha raggiunto il suo compimento nella Pentecoste, quando Cristo, insieme al Padre ha effuso lo Spirito Santo sulla Chiesa, inaugurando un modo nuovo della sua presenza nel mondo.
Cristo continua ancora oggi a vivere nella storia
Cristo, che si è manifestato agli uomini duemila anni fa, continua ancora oggi a vivere nella storia – in maniera reale, seppure misteriosa – nel sacramento dell’Eucarestia, dove si dona a noi come cibo.
Nutrendoci di Lui anche la nostra umanità viene trasformata, viene divinizzata e noi siamo rigenerati a immagine e somiglianza del Signore Gesù. Ma c’è di più: donandosi nell’Eucarestia, Cristo si crea un nuovo corpo, la Chiesa. Per questo il Signore si rende presente anche nella comunità cristiana, alla quale Gesù ha affidato la missione di annunciare la Sua Parola per fare “discepoli tutti i popoli”.
Non chiede anzitutto di organizzare strutture o di elaborare strategie umane, ma di testimoniare la forza salvifica della sua Parola. È questa la missione della Chiesa. È questa la nostra missione. Portare Cristo al mondo, perché il mondo possa ritrovare in Lui la speranza, la verità e la vita.
In questo mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Vergine Maria, anche noi siamo invitati a tornare spiritualmente nel Cenacolo, accanto agli Apostoli, per imparare dalla Madre del Signore ad accogliere il dono dello Spirito Santo e testimoniare con amore e coraggio il Signore Gesù, il Salvatore del mondo.

S.E. Mons. Francesco Cavina (foto Monastero WiFi)














