Spiritualità – Solennità della Santissima Trinità, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:
Ascolta “Nella Santissima Trinità troviamo l’assoluta originalità del cristianesimo” su Spreaker.
La Chiesa celebra in questa domenica la solennità della Santissima Trinità, la sorgente da cui tutto scaturisce e verso cui tutto cammina. Molto spesso rischiamo, per chi ha un po’ di conoscenza della dottrina cattolica, di guardare questa festa come un enigma: come è possibile che tre possa fare uno? Ma la Trinità prima che essere un concetto da capire; è un Amore in cui abitare. Le parole dell’apostolo Paolo, che ascoltiamo nella seconda lettura, ci offrono un’aiuto per entrare, per quanto possibile, in questo mistero: La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2Cor 13, 11.13).
La Santissima Trinità nel cristianesimo
Per cogliere la bellezza di queste parole dobbiamo innanzitutto riconoscere l’assoluta originalità del cristianesimo. Nelle grandi religioni monoteiste o filosofiche, Dio è l’Assoluto, il Solitario, l’Onnipotente confinato nella sua trascendenza.
Gesù Cristo, invece, non è venuto a dirci semplicemente che Dio esiste, ma ci ha spalancato le porte di “come” Dio esiste. E la risposta è incredibile: Dio non è una solitudine è una comunione. Dio è una Famiglia: un Padre che dall’eternità genera un Figlio, un Figlio che si dona al Padre, e lo Spirito Santo che è l’abbraccio infuocato del dono reciproco tra il Padre e il Figlio.
Alla luce di questa rivelazione che Cristo ci ha portato, l’evangelista San Giovanni farà un’affermazione che nessun fondatore di religione ha mai osato pronunciare: «Dio è amore» (1Gv 4,8). Non dice che Dio “ha” amore, o che Dio “fa” atti d’amore. Dice che la sua stessa sostanza, la sua identità è l’Amore. E l’amore, per essere tale, ha bisogno di un “Io”, di un “Tu” e di un “Noi”. Ecco la Trinità.
Dio è comunione
Se Dio è comunione, questo cambia radicalmente il significato della nostra esistenza. Noi, dice la rivelazione biblica, siamo stati creati a Sua immagine e somiglianza. Pertanto, l’essere umano non è fatto per bastare a se stesso. La solitudine è l’inferno dell’uomo perché contraddice il suo stampo trinitario. Guardiamo agli imperativi che san Paolo ci consegna prima del suo saluto trinitario: «siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, vivete in pace».
Possiamo vivere così solo se attingiamo alla sorgente divina. Quando Paolo parla della «grazia del Signore Gesù Cristo», parla del Figlio di Dio che si è fatto carne, che ha pianto, sofferto, è morto ed è risorto per noi e ci ha liberato dall’alienazione che tiene prigioniera la nostra vita, ossia il peccato. Quando parla dell’«amore di Dio» (del Padre), ci ricorda che all’origine della nostra vita non c’è il caso, ma un disegno di tenerezza. Siamo voluti, pensati e amati. Quando parla della «comunione dello Spirito Santo», ci indica la forza che abbatte i muri del nostro egoismo. Lo Spirito è Colui che permette a persone diverse per carattere, storia e cultura di diventare un cuore solo e un’anima sola.
Vivere da cristiani tra famiglia, amicizia e comunità
Vivere da cristiani significa capire che realizziamo noi stessi non quando ci isoliamo o quando dominiamo gli altri, ma quando ci doniamo. La famiglia, l’amicizia, la comunità parrocchiale sono i laboratori in cui siamo chiamati a far risplendere il Mistero Trinitario attraverso il perdono, l’accoglienza e la custodia reciproca.
In conclusione, il mistero della Santissima Trinità, non è scritto nei libri di teologia, ma è scritto nella nostra carne. Ogni volta che iniziamo la nostra giornata o la nostra preghiera, noi facciamo il gesto più rivoluzionario del mondo: tracciamo sul nostro corpo il Segno della Croce, dicendo: «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Con quel gesto noi non stiamo nominando tre entità lontane, ma stiamo immergendo la nostra mente, il nostro cuore e le nostre braccia nell’oceano dell’Amore trinitario.
Stiamo dicendo a noi stessi che siamo avvolti dalla Grazia di Cristo, protetti dall’Amore del Padre, animati dalla Comunione dello Spirito.

S.E. Mons. Francesco Cavina (foto Monastero WiFi)














