Toscana, Prato – La Caramella Buona esprime profonda indignazione e forte preoccupazione per la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Firenze in riferimento al cittadino pakistano condannato a 12 anni per violenza sessuale su un minorenne e detenuto nel carcere di Prato che, come riportato dai media, usufruirà di uno sconto di pena di 199 giorni per le condizioni “degradanti” e “disumane” e per questo sarà anche risarcito.
“Il sovraffollamento carcerario non può diventare l’alibi dietro al quale chi ha commesso un reato orribile come la violenza su minore riesce ad accedere a sconti di pena e risarcimenti – commenta il presidente de La Caramella Buona Roberto Mirabile – Pur nel rispetto delle sentenze e del principio di legalità che impone l’applicazione delle norme vigenti, riteniamo gravemente ingiusto che le carenze strutturali del sistema penitenziario possano determinare una riduzione della pena per autori di reati sessuali contro i minori. Tenendo inoltre in considerazione tutte le statistiche che ci dicono come questi crimini abbiano un tasso di recidiva altissimo“.
L’associazione chiede un intervento urgente del legislatore: “Le inefficienze dello Stato non possono ricadere sulle vittime – continua Mirabile – Comprendiamo che lo Stato abbia il dovere di garantire condizioni detentive conformi ai principi costituzionali e ai diritti umani, più di una volta con La Caramella Buona abbiamo partecipato a iniziative all’interno degli istituti penitenziari, ma resta inaccettabile che il prezzo delle inefficienze del sistema venga pagato, ancora una volta, dalle vittime e dalle loro famiglie le cui sofferenze non si esauriscono mai nella condanna dei colpevoli. Per questo sapere che il responsabile della propria sofferenza beneficia di una riduzione rischia di compromettere ulteriormente il già difficile percorso di elaborazione del trauma, ed è un pericolosissimo precedente“.
La Caramella Buona chiede al Parlamento e al Governo di avviare una riflessione urgente sull’attuale normativa, valutando misure che garantiscano il pieno rispetto dei diritti dei detenuti senza compromettere il diritto delle vittime alla giustizia: “Non possiamo accettare che un bambino abusato debba sentirsi dire che il proprio aggressore trascorrerà meno tempo in carcere a causa delle mancanze dello Stato“.













