Manchester City, verdetto shock: riconosciuto colpevole di 114 accuse su 115. Ora il club rischia sanzioni senza precedenti

Scritto da il 29 Settembre 2026

Per anni il caso Manchester City è rimasto sospeso tra accuse, ricorsi annunciati e una battaglia legale destinata a segnare il calcio inglese. Ora è arrivato il primo verdetto destinato a fare epoca: la Commissione Indipendente incaricata di giudicare il club ha ritenuto i Citizens colpevoli di 114 delle 115 accuse formulate dalla Premier League.

Nel dettaglio, il City è stato riconosciuto responsabile di tutte le 80 irregolarità finanziarie contestate per il periodo compreso tra il 2009-10 e il 2017-18. A queste si aggiungono 34 delle 35 accuse relative alla mancata collaborazione con le indagini della Premier League tra il 2018 e il 2023.

Una sentenza devastante nelle sue conclusioni, ma che non rappresenta ancora la parola fine della vicenda.

Secondo quanto emerge dagli atti, il Manchester City avrebbe costruito un sistema finalizzato ad aggirare le regole finanziarie del calcio inglese e del Fair Play Finanziario. Al centro dell’inchiesta ci sono numerosi contratti di sponsorizzazione che, secondo la Commissione, non avrebbero rispecchiato il reale flusso economico verso il club.

Tra il 2009 e il 2018 il City ha dichiarato circa 950 milioni di sterline di ricavi commerciali provenienti da sponsor legati ad Abu Dhabi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, però, solo poco più di 119 milioni sarebbero stati effettivamente versati dalle aziende coinvolte. La parte restante, oltre 830 milioni di sterline, sarebbe arrivata direttamente dalla proprietà attraverso operazioni strutturate per far apparire quei fondi come normali entrate commerciali.

In altre parole, il club avrebbe potuto presentare bilanci artificialmente rafforzati, ottenendo margini economici enormemente superiori rispetto a quelli consentiti dai regolamenti.

Grazie a queste risorse, il Manchester City ha costruito una delle squadre più forti della storia moderna del calcio europeo. Nel periodo sotto esame sono stati investiti circa 896 milioni di sterline sul mercato, portando all’Etihad campioni come Kevin De Bruyne, Sergio Agüero, David Silva, Yaya Touré, Bernardo Silva, Raheem Sterling, Kyle Walker, Ederson e Aymeric Laporte, elementi che hanno contribuito alla conquista di Premier League, coppe nazionali e Champions League.

Adesso si apre il capitolo più atteso: quello delle sanzioni.

La Premier League non ha ancora comunicato quale sarà la punizione inflitta al City. Tra le ipotesi che circolano in Inghilterra ci sono pesanti penalizzazioni in classifica distribuite su più stagioni, mentre la soluzione più estrema resta quella di una possibile esclusione dal campionato. Alcuni addetti ai lavori hanno ipotizzato detrazioni tra i 20 e i 25 punti per più anni consecutivi, una misura che renderebbe quasi impossibile la qualificazione alle coppe europee.

Al momento sembra invece meno probabile una riscrittura dell’albo d’oro della Premier League. Le indiscrezioni suggeriscono che eventuali sanzioni saranno rivolte al futuro senza comportare la redistribuzione dei titoli già assegnati.

Le conseguenze potrebbero estendersi anche al mercato. In caso di retrocessione, nomi come quello di Erling Haaland finirebbero inevitabilmente al centro delle attenzioni dei maggiori club europei. Il norvegese non dispone di una clausola liberatoria automatica legata a un’eventuale discesa di categoria, ma immaginare uno dei migliori attaccanti del mondo lontano dal calcio di vertice appare difficile.

Nel frattempo il Manchester City continua a respingere ogni addebito. L’amministratore delegato Ferran Soriano ha ribadito internamente che il club considera il procedimento fondato su accuse errate, sostiene di aver presentato prove “inconfutabili” della propria innocenza e ritiene che parte della documentazione difensiva sia stata ignorata. La società è pronta a combattere fino all’ultimo grado di giudizio.

Entro venerdì verrà infatti presentato l’appello e tutte le 115 accuse saranno nuovamente riesaminate una per una. Per quanto il verdetto della Commissione rappresenti un passaggio fondamentale, non è ancora quello definitivo. La Premier League spera di chiudere l’intera vicenda entro la fine della stagione, ma i tempi potrebbero allungarsi considerevolmente vista la complessità del procedimento e la volontà del club di percorrere ogni strada possibile per ribaltare la decisione.

Resta però una riflessione che va oltre tribunali, ricorsi e sentenze. Se le conclusioni della Commissione dovessero essere confermate, il danno più grande per il Manchester City sarebbe quello reputazionale. Perché prima dell’arrivo della proprietà di Abu Dhabi nel 2008 esisteva un altro City: quello delle stagioni complicate, delle retrocessioni, delle delusioni e delle rare gioie. Un club spesso lontano dai riflettori, ma profondamente autentico.

Paradossalmente, quella storia fatta di più bassi che alti appare oggi molto più seria e dignitosa rispetto a quella costruita negli anni dei grandi trionfi. Perdere sul campo non è mai stato un problema. Vedere invece il proprio nome associato a uno dei più grandi scandali finanziari nella storia del calcio mondiale rischia di essere una ferita molto più difficile da cancellare.


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