Confermata la sentenza del Tribunale di Torino che condannava a quattro anni e dieci mesi la madre che offriva le “prestazioni” sessuali della figlia minorenne in rete in cambio di pagamenti

Il dottor Roberto Mirabile, Presidente di Caramella Buona
Nella giornata di mercoledì 18 marzo, la Corte di Appello di Torino, II Sezione Penale, ha confermato la sentenza del Tribunale di Torino che condannava a quattro anni e dieci mesi la madre che offriva le “prestazioni” sessuali della figlia minorenne in rete in cambio di pagamenti. Il caso era stato portato all’attenzione delle autorità competenti dall’associazione nazionale anti-pedofilia “La Caramella Buona” ed era poi stato raccontato dalla trasmissione televisiva di “Le Iene“, che aveva documentato la vicenda.
La Caramella Buona, assistita dall’avvocato Antonio Radaelli, si era costituita parte civile in questo delicato processo: “Siamo soddisfatti della decisione della Corte di Appello che conferma quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio e quanto da noi sostenuto – commenta il presidente dell’associazione Roberto Mirabile – avevamo portato all’attenzione delle autorità competenti questo caso alcuni anni fa e oggi, finalmente, si arriva a scrivere la parola fine su una vicenda gravissima, non solo perché ha coinvolto una minore ma anche perché il crimine è stato commesso proprio da chi avrebbe dovuto proteggerla”.
Le motivazioni della sentenza della Corte di Appello saranno disponibili tra 90 giorni.







