L’Ora Rossa – Terremoto dell’Emilia, il Sindaco di Carpi Alberto Bellelli a Radio 5.9: “Ricordiamo le vittime. In quei giorni ci fu grande senso di comunità. Auspico che come allora il Governo ascolti chi sta sul territorio”

A “L’Ora Rossa” di questa sera è intervenuto Alberto Bellelli, Sindaco di Carpi, per un commento in occasione dell’anniversario del terremoto dell’Emilia che il 20 e 29 maggio 2012 colpì duramente l’Emilia:

Oggi ricordiamo innanzitutto le vittime. Ognuno di noi si ricorda dove si trovava il 20 e il 20 maggio del 2012. Allora io ero Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Carpi, il sisma del 20 maggio non colpì Carpi e noi eravamo concentrati a dare una mano agli sfollati dei comuni limitrofi. Il 29 maggio mi stavo recando in Ospedale per una riunione. Ricordo che finita la scossa delle 9 tutti i telefoni si bloccarono tranne i BlackBerry che avevano un sistema di messaggistica simile a WhatsApp che restò funzionante. Durante la scossa dell’una mi trovavo per strada, la terra tremava e pareva non volesse fermarsi. 

All’epoca ci rimase l’opportunità di abbracciarci, quei momenti raccontarono tantissimo sullo spirito della nostra gente, sulla capacità di reagire, ci fu un moto d’orgoglio, in ogni casa, tenda o roulotte in cui si andava in quei giorni c’era sempre un pezzo di pane, un po’ di salame o di gnocco da scambiarsi, può far sorridere, ma rappresenta bene la solidarietà del nostro Popolo. L’emergenza coronavirus ha minacciato di impedire anche questa solidarietà che invece c’è stata anche in questo caso.

Mancano poche pratiche per il termine della ricostruzione privata, mentre per l’edilizia pubblica vi sono ancora alcune cose da fare, tempistiche dovute anche al fatto che ci sono edifici vincolati e i cui interventi richiedono maggiori articolazioni. Nei prossimi mesi la nostra città sarà un vero cantiere. Tra un po’ ripartirà il grande cantiere di San Nicolò, Chiesa riaperta dopo i danni del terremoto del 1996 e che subì anche quello del 2012. Un luogo molto caro ai carpigiani.  

Allora vi fu una filiera istituzionale che partendo dai comuni arrivava al Parlamento, mi auguro che anche per il coronavirus sia così. Gli amministratori comprendono le difficoltà dei propri territori e ci auguriamo di trovare l’ascolto del Governo che al momento non ci ha ascoltato a sufficienza, dico questo nella naturale speranza che questa situazione possa cambiare. Da subito abbiamo detto che c’era un milione di euro da utilizzare per defiscalizzare ciò che concerneva Imu, TARI, affitti ecc…. stiamo anche cercando di attivare alcuni meccanismi di fondo perduto. Ci sono tante piccole e medie imprese che oggi necessitano di aiuto e tutti noi dobbiamo metterci nei panni di queste realtà. Oggi i nostri comuni hanno bisogno di lavorare sulle opere pubbliche, la cui realizzazione trascinerebbe la nostra economia. 

Un aneddoto: nel 2012 il presidente dell’Emilia Romagna Errani e il responsabile della Protezione Civile raggiunsero il COC (Centro Operativo Comunale, ndr). Gabrielli disse che nei successivi giorni avrebbe spostato parte della popolazione negli alberghi in Riviera. Sentendolo gli dissi che la gente se avesse potuto togliere le macchine dalle aziende e metterle sotto una tensostruttura sarebbe tornata subito al lavoro, lui disse che era impossibile. Nei giorni successivi accadde esattamente quello che avevo detto e rincontrando Gabrielli mi disse: “Mi sono reso conto di cosa sia l’Emilia-Romagna, potete dormire in una tenda la notte ma la mattina, comunque vada, tornate al lavoro”. Questo è quello che siamo!” 

Ogni giorno alle ore 19.00, dal lunedì al sabato,  “L’Ora Rossa” vi terrà aggiornati sulle novità riguardanti l’emergenza dando voce ad amministratori locali, medici, imprenditori e giornalisti che ci racconteranno, da tutte le parti d’Italia, ciò che stanno affrontando in questo momento.

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