“Il Voto dei laici nelle assemblee sinodali suscita perplessità”, ad affermarlo è Guzmán Carriquiry Lecour nel suo nuovo libro “Il Testimone. Mezzo secolo di un laico nelle stanze vaticane” edito quest’anno dalla casa editrice di sensibilità cattolica “Cantagalli“.
Aggiungendo che: “è vero che siamo tutti cattolici per il battesimo e per il sacerdozio universale dei fedeli, e che sono assemblee di conclusione ʽconsultivaʼ. Ma il voto di un qualsiasi laico vale quanto quello di un qualsiasi successore degli Apostoli quando si approva il documento finale? Com’è possibile?
Si tratta di una logica evoluzione del Sinodo dei vescovi o della novità di una assemblea del popolo di Dio, senza un profilo ecclesiale e canonico chiaramente definito, a titolo sperimentale?
[…] credo si renda necessaria una riflessione teologica – con i suoi effetti canonici e pastorali – che riconnetta la dimensione sinodale della Chiesa con la dimensione collegiale dei successori degli Apostoli e con il ministero petrino”.
Il testimone. Mezzo secolo di un laico nelle stanze vaticane

“Il testimone Mezzo secolo di un laico nelle stanze vaticane” di Guzmán Carriquiry Lecour
“Pioniere del laicato cattolico in Vaticano nel tempo del post-Concilio, il Prof. Avv. Guzmán Carriquiry Lecour, nato in Uruguay, ha prestato servizio presso la Santa Sede durante ben cinque pontificati con importanti responsabilità dirigenziali.
Da Paolo VI a Papa Francesco, l’autore ripercorre in queste pagine la sua singolarissima esperienza di lavoro nella Curia romana; ricorda aneddoti, incontri personali con i pontefici, la vita familiare negli ambienti clericali. Non mancano riflessioni critiche sugli organismi vaticani e sul governo centrale della Chiesa, insieme ad alcune proposte per il futuro.
Lo sguardo dell’autore è tutto rivolto alla vita della Chiesa – in modo speciale alla riforma intrapresa da Papa Francesco – che oggi, come mai in passato, deve confrontarsi con trasformazioni e sfide sempre nuove”.







