Imparare la felicità: lo street artist Salvatore Viola al festivaldellafilosofia

Scritto da il 19 Settembre 2025

La Fondazione Casa del Volontariato di Carpi al Festival della Filosofia con lo street artist Salvatore Viola e i laboratori di “gentilezza e gratitudine”

 

 

In che modo uno street artist può aiutarci a diventare più felici? E cos’hanno a che fare con la felicità un temperino, un totem e una ruota? Sono queste le domande alla base di Imparare la felicità. Pratiche di arte, gentilezza e gratitudine, l’appuntamento promosso dalla Fondazione Casa del Volontariato (ente finalizzato al sociale della Fondazione CR Carpi) che da venerdì 19 a domenica 21 settembre, a Carpi, parteciperà ufficialmente, per la prima volta, al programma artistico del festivalfilosofia, dedicato quest’anno al tema Paideia (educazione).

Presso la Saletta della Fondazione CR Carpi, in corso Cabassi n°4, per le tre giornate del festival sarà attivo un laboratorio performativo che propone ai visitatori di cimentarsi in alcune pratiche generative di felicità collettiva: osservando lo street artist bolognese Salvatore Viola, all’opera su una grande tela in cui dare spazio alla felicità dell’espressione artistica, i partecipanti di ogni età potranno interagire con lui, riflettendo sull’aspetto creativo della felicità e (ri)scoprendo il suo valore anche nel contribuire a creare una società migliore.

Inoltre, chi visiterà il laboratorio potrà scrivere il proprio ringraziamento e leggere quello degli altri nel Temperino della Gratitudine e seguire le buone pratiche proposte dal Totem della Gentilezza, e suggerirne a sua volta di personali.

La partecipazione è libera e gratuita. Il laboratorio creativo sarà aperto e visitabile nei seguenti orari:

  • Venerdì 19 settembre ore 15.00 alle 20.00
  • Sabato 20 settembre ore 10.00 alle 23.00
  • Domenica 21 settembre ore 10.00 alle 20.00

 

L’artista

 

 

Durante il percorso di studi in Design Grafico all’Accademia di Belle Arti di Bologna – in cui si è laureato nel 2021 – ha fuso la precisione tecnica con la creatività libera del writing, trasformandola in una cifra stilistica personale.

I graffiti sono sempre rimasti una costante: li ha portati dentro la grafica, nelle illustrazioni e nei progetti di comunicazione, non smettendo mai di disegnare sia sui muri che sui monitor.

Negli ultimi anni ha ampliato le proprie competenze: nel 2022 con un Master in Animazione/Modellazione Digitale 2D/3D, nel 2024 con il Corso IFTS in ‘Tecnico della produzione multimediale per la digitalizzazione del patrimonio culturale’, che la ha portato a collaborare con uno studio creativo, nel quale sto continuando a operare. Oggi, nel 2025, continua a intrecciare grafica e graffiti, precisione e caos. Il suo obiettivo? Creare progetti visivi che lascino il segno.

L’iniziativa è curata dalla Giulia Pellizzari, Marco Bulgarelli e Nadia Bonamici, rispettivamente presidente, consigliere e consulente della Fondazione Casa del Volontariato.

Per approfondire: http://bit.ly/4fOUrzY.

 

Il commento di Giulia Pellizzari e Marco Bulgarelli

Come molti sapranno da diversi anni la Fondazione sta conducendo una riflessione sul tema della felicità, intesa nelle sue varie accezioni, e soprattutto come ‘bene comune’ e risorsa non solo dei singoli, ma di gruppi, organizzazioni e comunità.

Oltre alla ‘Casa della Felicità’ di via Peruzzi, alla mappa dei Luoghi generativi di felicità e ai vari incontri di formazione e riflessione, ora il percorso si arricchisce di un nuovo tassello, questa gradita partecipazione, per il primo anno, al programma di un festival importante come quello della filosofia.

Attraverso pratiche e attività semplici e immediate, in grado di coinvolgere un pubblico di tutte le età con una leggerezza non priva di profondità, vogliamo suggerire che la felicità sia sì un’emozione, ma in quanto tale possa vivere di ‘pratiche’ intersoggettive, come quella artistica, di azioni molto concrete, come i gesti di gentilezza, e di riconoscimento reciproco, come quello che proviene dalla capacità di essere grati.

Nell’edizione dedicata alla Paideia non potevamo dunque esimerci dal proporre di ‘allenare’ i muscoli della felicità, che spesso, pur essendo così importanti, rischiano di essere tra i più atrofizzati.


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