Il reato di pensare: successo per l’evento di Paolo Crepet a Parma

Scritto da il 24 Dicembre 2025

Emilia-Romagna, Parma – Il 18 dicembre scorso lo psichiatra Paolo Crepet ha tenuto al Teatro Regio di Parma l’evento dal titolo “Il reato di pensare” in cui, partendo dal racconto di alcuni episodi della sua vita è arriva toccare temi più ampi, filosofici e di attualità. 

Tra i passaggi più incisivi, Crepet ha commentato alcune dichiarazioni di Elon Musk sull’ipotesi di un futuro in cui l’essere umano potrebbe arrivare a vivere fino a 130 anni. Un’idea che, secondo lo psichiatra, rischia di essere vuota se non accompagnata da una riflessione più profonda: che senso ha allungare la vita, se non sappiamo con cosa riempirla?

La longevità, senza contenuti, passioni e desideri, diventa un’estensione del tempo priva di significato.

 

Intrattenimento, stress e solitudine 

Crepet ha poi toccato il tema dell’evoluzione dell’intrattenimento, soffermandosi su come la tendenza a consumare film e contenuti da soli, a casa, abbia progressivamente sostituito esperienze collettive come il cinema. Un cambiamento che si intreccia con una sensazione sempre più diffusa di stress, isolamento e stanchezza emotiva.

Uno dei messaggi più netti riguarda l’inutilità di creare categorie rigide per giudicare le persone. Secondo Crepet, sapere l’orientamento sessuale, la provenienza o l’etichetta sociale di un artista non dovrebbe avere alcuna rilevanza nel giudizio sulla sua opera: ciò che conta è la musica, il contenuto, la sostanza.

Ampio spazio è stato dedicato alla critica verso l’idea di una perfezione irraggiungibile, spesso imposta come modello da seguire. Un ideale che genera frustrazione e senso di inadeguatezza, anziché stimolare crescita e autenticità.

 

Accettare le tempeste e affrontare le paure

Crepet ha invitato il pubblico a riconoscere il valore delle difficoltà, paragonate a tempeste inevitabili: nessuno le desidera, ma fanno parte del percorso. Imparare ad attraversarle significa anche imparare a seguire i propri sogni, affrontando ansie e paure invece di evitarle.

Non è mancata l’ironia, soprattutto parlando del ruolo della tecnologia nell’educazione dei bambini. Crepet ha scherzato sull’uso di assistenti vocali come Alexa per raccontare fiabe “politicamente corrette”, sottolineando il rischio di un’infanzia eccessivamente filtrata e sterilizzata.

Secondo Crepet, seguire la mediocrità è spesso la scelta più semplice: costa poco, non richiede coraggio e non espone al rischio del fallimento. Ma è anche una scelta che limita le possibilità di crescita personale.

Tra i momenti più evocativi della serata, il racconto di incontri e frasi apparentemente banali, come il dialogo con un ragazzo in treno o una frase ascoltata da bambino al luna park: “Senza gettone la giostra non parte”. Un’immagine che diventa metafora della vita stessa. Crepet ha invitato a non lasciarsi intimorire dall’età e a usare tutti i propri “gettoni”, restando aperti a nuove esperienze anche da adulti. Perché, in fondo, è possibile rinascere più volte e vivere molte vite all’interno della stessa esistenza.

In chiusura, una riflessione sull’importanza delle difficoltà, soprattutto durante l’infanzia. Secondo Crepet, affrontare ostacoli insegna che le cose vanno meritate e che spesso è proprio attraverso la fatica e la sofferenza che si arriva a comprendere il valore delle cose belle.

 

 

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