Il pasticcio Ncaa diventa un pericolo, il basket Italiano cosa fa ?

Scritto da il 30 Aprile 2026

Saliou Niang giocherà la prossima stagione in Ncaa (campionato universitario usa), per il momento ultimo di tanti giovani.

Nella foto Virtus : Saliou Niang nella schiacciata contro il Real al 1° round di Eurolega, nella prossima stagione giocherà in Ncaa

Il basket Universitario negli Usa

La Ncaa, campionato universitario statunitense  si è inventata un meccanismo (Nil) che, attraverso lo sfruttamento del diritto d’immagine, riesce a garantire a giocatori con lo status di dilettanti, contratti milionari. In un Paese che ha fatto dell’onestà fiscale (Al Capone fu incastrato per evasione fiscale) un valore assoluto, sembra quasi una barzelletta. Saliou Niang è, per il momento, l’ultimo Italiano a venire attratto dalle sirene dei College Usa, per lui si scrive di un’offerta di 5 milioni di dollari per una stagione (ne restano in tasca circa la metà) una cifra iperbolica per un giovane che compirà il 14 maggio 22 anni e che, nella sua prima stagione di Eurolega, ha mostrato ottime qualità ma anche molte lacune. Tanto per far capire ai profani l’offerta è di 8 volte maggiore del suo stipendio Italiano.

Il basket dei college è, da sempre, negli Stati Uniti, una fucina di campioni. Le finali si giocano davanti a 25-30 mila spettatori e rappresentano un fatto di costume oltrechè un evento sportivo e mediatico. La peculiarità, negli anni, è sempre stata quella del puro dilettantismo pur nell’approccio di grande professionalità sostenuto dai valori di appartenenza ai singoli college. Indispensabile era che il giocatore fosse prima uno studente e la formazione cestistica doveva andare di pari passo con quella scolastica, al contrario di quanto, spesso, succede in Italia dove chi pratica uno sport agonistico ad alto livello, viene osteggiato dagli insegnati per molti dei quali l’attività sportiva distrae dagli studi.

Un paio d’anni fa la Ncaa ha avuto la grande idea del Nil (name, image and likeness) in pratica la possibilità che gli atleti del college possano essere pagati non già dalle Università (che per statuto non potrebbero farlo) ma dagli sponsor delle Università stesse attraverso i diritti d’immagine appunto. Per far comprendere la portata della rivoluzione, che riguarda anche il football più ricco ancora del basket, basti dire che il New York Times, il più importante giornale del mondo, ha dedicato al Nil un paio di articoli.

Le ricadute per l’Italia

Tralasciando ciò che avviene negli States, saranno affari loro, ciò che interessa è ciò che succederà in Italia. E’ fin troppo evidente che l’Italia, ma in pratica tutta l’Europa, non può fare concorrenza economica all’Ncaa. Ovvio che il basket europeo dovrà correre ai ripari con misure protezionistiche quali contratti blindati che non prevedano l’uscita verso campionati “dilettantistici” mascherati. Perfortuna l’Ncaa ha previsto già nel 2027/28 una modifica per impedire l’accesso ai college oltre i 19 anni, ad esempio Niang ed Ellis sarebbero esclusi, ma nei prossimi 2 anni si dovranno prendere provvedimenti.

La Lba modifichi da subito il regolamento 6+6

Il primo provvedimento da prendere è a costo zero ed immediato : rivedere in Lba la clausola 6+6 (o 5+5) che ha evidentemente fallito e non ottenuto lo scopo che si prefiggeva. Se l’intenzione era quella di proteggere i vivai e i giocatori Italiani, adesso l’urgenza è, al contario, difendere le società rendendo la gestione più economica.  Il depauperamento del parco giocatori giovani fa si che i giovani Italiani in grado di giocare in serie A sono mosche bianche, pertanto si modifichi da subito il regolamento liberalizzando la possibilità di schierare più di 6 stranieri a fronte dell’impossibilità di trovare giocatori Italiani.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background