Il bilancio della stagione della Virtus tra luci e ombre
Scritto da Lucio Bertoncelli il 16 Giugno 2026
La Virtus dopo 6 stagioni non conquista nemmeno un trofeo, molta colpa degli infortuni e dei problemi di spogliatoio

Nella foto Virtus : i due allenatori della stagione della Virtus Dusko Ivanovic e Nenad Jakovljevic
La Virtus, dopo 6 anni di successi, resta a bocca asciutta
Per la prima stagione dal 2018/2019 la Virtus chiude la stagione senza aver conquistato nemmeno un trofeo. Anche nel 2019/20 restò a bocca asciutta ma la causa fu il Covid e la chiusura anticipata del campionato in cui, tra l’altro, era nettamente prima.
Che non fosse la stagione più fortunata della Virtus si era intuito fin dal primo trofeo ufficiale : nella Supercoppa Italiana la Virtus aveva già le mani sulla coppa, avanti di 2 punti a una manciata di secondi dalla sirena, l’Olimpia sbaglia il tiro del pareggio rimbalzo saldamente nelle mani Virtussine, passaggio ad un avversario ed Ellis imbuca il pallone del pareggio sulla sirena, all’overtime vince Milano.
E’ la chiusura di un ciclo
L’uscita in semifinale contro la Reyer suona tanto come la fine di una parabola ricca di successi ma anche un’occasione per ripartire con una filosofia diversa già intravista in quest’ultimo anno. La proprietà di Massimo Zanetti è arrivata al naturale punto di arrivo, sono stati 10 anni positivi per la Virtus se pensiamo che il re del caffè, come viene definito, ha rilevato la società in A2 in uno dei momenti più bui della storia Virtussina e, in 10 anni l’ha, prima riportata in serie A, quindi in Eurolega riaprendo la bacheca con trofei prestigiosi : vittoria del campionato di A2 e Coppa Italia di A2, Basket Champions league, Eurocup e ritorno in Eurolega, 2 scudetti e 3 Supercoppa Italiana. A livello di titoli la presidenza Zanetti è, nella storia delle Vnere, seconda soltanto a quella di Alfredo Cazzola che, in un periodo anch’esso decennale, conquistò 4 scudetti, un’Eurolega, una Supercoppa Italiana e 3 Coppa Italia.
Massimo Zanetti ha ripetutamente detto che la sua intenzione sarebbe quella di cedere la Virtus dopo avere inaugurato la nuova Arena. L’impianto verrà ultimato entro novembre di quest’anno quindi fra 5 mesi scarsi. Tuttavia ha anche fatto sapere che la Virtus pallacanestro è in vendita quindi, banalmente, serve chi compra. Non trovando un acquirente Zanetti andrà avanti da solo ma è chiaro che le risorse dovranno essere limitate rispetto al passato anche più recente. Ci sono dei limiti, però, imposti dall’Eurolega sia in alto che in basso e la Virtus dovrà quindi rispettarli, meno di 5 milioni e mezzo non si può spendere al netto delle tasse.
Il nuovo corso : squadra giovane e combattiva
Fatte queste premesse la nuova Virtus dovrà essere sempre più giovane e, come ha detto Zanetti, dovrà essere combattiva. La stagione appena conclusa ha dimostrato quanto sia falsa l’idea che una squadra giovane subisca meno infortuni. La Virtus 2025-26 era la più giovane del lotto ma non ha mai subito tanti infortuni come quest’anno. Fino al 30 giugno, si sa, qualsiasi operazione di mercato non può avere i crismi dell’ufficialità ma, in ogni caso, vi sono alcune certezze.
Alessandro Pajola addio con polemiche
Dopo 10 anni Alessandro Pajola lascerà le Vnere, la comunicazione è ufficiale. Si conferma così, con la sola eccezione di Marco Belinelli, la “maledizione” dei capitani virtussini che, dopo esserlo diventati, l’annata successiva se ne vanno. Alessandro Pajola arrivò qui da ragazzino, qui è diventato uomo e giocatore professionista, la maglia azzurra, due scudetti e tutti i trofei dell’era Zanetti. Nello sport professionistico d’oggi dieci anni sono un’enormità ed è umano che un giovane di quasi 27 anni abbia il desiderio di fare altre esperienze e misurarsi con altre realtà. Credo però che ci fossero modi e tempi migliori per lasciarsi anche perchè altri giocatori sono andati via dalla Virtus e poi sono ritornati, un esempio su tutti Danilovic. Da ogni lato, sia dalla Virtus che dal giocatore, sarebbe stato meglio lasciarsi una porta socchiusa sul futuro. Ci saranno molti rimpianti perchè Pajola è, oltrechè un grandissimo difensore, un uomo – squadra nel vero senso della parola.
Resteranno in pochi della Virtus di quest’anno
Edwards partirà (direzione Kaunas), Smailagic e Vildoza non prolungheranno, stesso discorso per Yallow. Akele si accaserà a Milano, Matt Morgan ha salutato i tifosi e la città (dopo essersi sposato). Yago Dos Santos ha terminato il contratto. In pratica quindi le nuove Vnere ripartiranno da Diouf, Diarra, Ferrari (che ha rinunciato al Draft Nba), Hackett, Accorsi (possibile prestito in A2), Baiocchi. I nuovi arrivi ormai sono pressochè ufficiali : Casarin, Baldasso, Bello (fresco vincitore campionato Belga con tanto di premio mvp), Kokila (in prestito da Dubai). Per quanto riguarda la panchina parecchi sono i nominati, da Mumbrù a Lakovic, da Poupet a Tabellini ma, forse, potrebbe essere nessuno di questi.














