Pontida, i giovani leghisti modenesi difendono Vannacci: “Inutile prendersela col generale”

Scritto da il 22 Settembre 2025

Inutile prendersela con il generale dopo aver tradito ogni ideale: questo il pensiero che, come Lega Giovani Modena, abbiamo voluto esprimere dal pratone di Pontida attraverso uno striscione, durante il discorso del Generale e Vicesegretario Vannacci. – spiegano i militanti in un comunicato – Non si tratta di una provocazione, quanto di un invito ad una maggiore condivisione, dialogo e collaborazione verso la base (giovanile e non) del Partito, negli ultimi anni relegata a mera manovalanza militante utile a recepire le direttive da Roma.

È evidente che alcuni dirigenti del nostro partito hanno portato avanti scelte che ci hanno allontanato dalla nostra base elettorale. Se siamo passati dall’essere il partito del “Basta Euro” al sostenere un esecutivo a guida di Mario Draghi, esponente per antonomasia di quella burocrazia europea al di fuori di ogni tipo di legittimazione popolare che abbiamo sempre combattuto, crediamo che un po’ di autocritica vada fatta. Crediamo che se fosse stata ascoltata maggiormente la base del partito, le sezioni, la voce della politica sul territorio, forse il rischio di commettere certi errori sarebbe stato arginato.

Ora, che questi stessi dirigenti cerchino di limitare l’ascesa politica del generale lo troviamo non solo un po’ ingrato (se gravitiamo ancora su queste percentuali lo dobbiamo soprattutto a lui), ma anche svilente. Cosa dice Vannacci di poco ‘leghista’? È forse un errore riportare al centro temi come l’importanza della sovranità nazionale, dell’identità e dei valori di un popolo, della prerogativa di pace in un modo che scivola inesorabilmente verso un multipolarismo?

Se la Lega vuole guardare al futuro deve ritrovare i valori delle origini che ci hanno portati a militare all’interno di questa grande famiglia, composta da migliaia di amministratori su tutto il territorio nazionale, e che ci distingue in maniera netta da tutti gli altri movimenti coi quali si può e si deve collaborare avendo però chiari i nostri obiettivi, su quali non si può transigere. Con essi, va ritrovata la storica collaborazione orizzontale e non verticistica con la base militante, senza la quale rischieremmo di diventare un contenitore vuoto e senza prospettive.

Lo “stop” imposto ai Giovani lombardi e piemontesi sui loro striscioni rende ancora più evidente la distanza tra i vertici e una base costretta al silenzio, anche interno. Eppure proprio da quelle voci, da chi vive il territorio ogni giorno, dovrebbero arrivare stimoli e suggerimenti da recepire in maniera costruttiva, che sono il sale della politica.

Noi Giovani siamo stanchi di essere messi da parte. Da troppo tempo le nostre opinioni non vengono ascoltate e, anzi, spesso vengono soffocate e percepite come un fastidioso problema da risolvere con la censura. Non accettiamo più di essere trattati come le ultime ruote del carro. Abbiamo scelto di militare perché crediamo in un progetto politico fondato su ideali concreti che ci differenziano da tutte le altre forze politiche, non su silenzi e compromessi ambigui.

Con lo striscione di Pontida abbiamo voluto ricordarlo a tutti: la Lega senza i suoi ideali perde la sua ragione d’essere. Senza dare spazio ai Giovani si lascia sfuggire il futuro”.

 

 

 

 

 


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