Emilia-Romagna, Modena – Giornata cruciale quella odierna dove la Corte d’assise di Modena è chiamata a pronunciare la sentenza nel processo a carico del 31enne Mohamed Gaaloul – unico imputato per il delitto di Alice Neri, la giovane mamma di Ravarino uccisa la notte tra il 17 e il 18 novembre 2022 nelle campagne di Concordia sulla Secchia – per il quale la Procura di Modena ha chiesto una condanna a 30 anni di carcere.
L’udienza è iniziata intorno alle ore 10. L’avvocato dell’imputato, Roberto Ghini, non ha fatto interventi in aula avendo già depositato una controreplica. Neanche Mohamed Gaaloul ha rilasciato alcuna dichiarazione se non all’uscita dalla Corte d’assise quando, prima di salire sul cellulare della Polizia Penitenziaria, si è rivolto ai giornalisti sorridendo e dicendo ai presenti: “buon lavoro ragazzi“.
Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere
Alle ore 14 l’aula è stata riaperta e circa 20 minuti dopo è entrata la Corte presieduta dalla dottoressa Ester Russo che ha letto la sentenza: “All’esito dell’udienza del 23 luglio 2025, pronunciamo il seguente dispositivo di sentenza: in nome del Popolo Italiano, visto l’articolo 533 del Codice di Procedura Penale, questa Corte dichiara Bedoui Gaaloul Mohamed responsabile dei delitti a lui attribuiti e lo condanna a una pena stimata equa di anni 30 di reclusione. Condanna Bedoui Gaaloul Mohamed al pagamento delle spese processuali e alla custodia cautelare”
La Corte ha inoltre condannato Mohamed Gaaloul al risarcimento in favore delle parti civili: 1 milione di euro alla figlia di Alice Neri, rappresentata dall’avvocato Luca Andrea Brezigar; 600mila alla mamma, Patrizia Montorsi, rappresentata dall’avvocato Cosimo Zaccaria; 200mila al fratello, Matteo Marzoli, rappresentato dall’avvocato Marco Pellegrini. Oltre al riconoscimento del risarcimento per la parte civile rappresentata dell’Associazione Casa delle Donne contro la violenza “con la somma di euro 10.000 per ciascuna” e al pagamento delle spese processuali.
Dopo la lettura della sentenza Gaaloul ha cercato di prendere la parola: “Te lo giuro presidente, io non sono colpevole, io dormo tranquillo. Te lo giuro presidente, te lo giuro su Dio“. Dopodiché è stato scortato fuori e ricondotto in carcere.
Il commento del Sindaco di Concordia dopo la sentenza
“La sentenza pronunciata oggi dalla Corte d’Assise di Modena, che ha riconosciuto la responsabilità penale dell’imputato per l’omicidio di Alice Neri, rappresenta un passaggio importante sul piano della giustizia e della civiltà – commenta Marika Menozzi, Sindaco di Concordia sulla Secchia – È stato un processo lungo, complesso, segnato da momenti difficili. Ma oggi, grazie al lavoro della magistratura, è stata fatta chiarezza: Alice è morta per mano di un uomo, e questo è stato finalmente riconosciuto anche sul piano giuridico, come femminicidio. A nome dell’Amministrazione comunale, oggi era presente in aula l’assessora Paola Giubertoni, per testimoniare la vicinanza concreta della nostra comunità alla famiglia di Alice, che ha affrontato questi due anni con dolore, dignità e determinazione. Le parole della madre di Alice, Patrizia Montorsi, che ha chiesto con commozione di “ricordare Alice e raccontare la sua storia”, ci responsabilizzano tutte e tutti e Concordia si impegna per continuare a farlo“.
- La mamma e il fratello di Alice Neri, Patrizia Montorsi e Matteo Marzoli, si abbracciano dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- La mamma di Alice Neri, Patrizia Montorsi, parla con i giornalisti dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- Il momento della lettura della sentenza (foto Radio 5.9)
- Giornalisti in Corte d’assise riprendono il momento della sentenza (foto Radio 5.9)
- La mamma e il fratello di Alice Neri, Patrizia Montorsi e Matteo Marzoli, all’esterno della Corte d’assise dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- La mamma e il fratello di Alice Neri, Patrizia Montorsi e Matteo Marzoli, all’esterno della Corte d’assise dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- La mamma e il fratello di Alice Neri, Patrizia Montorsi e Matteo Marzoli, all’esterno della Corte d’assise dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- L’abbraccio delle parti civili dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- Gli avvocati Marco Pellegrini e Cosimo Zaccaria all’esterno della Corte d’assise dopo la lettura della sentenza (foto Radio 5.9)
- La mamma e il fratello di Alice Neri, Patrizia Montorsi e Matteo Marzoli, all’esterno della Corte d’assise dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- L’avvocato Cosimo Zaccaria, la pm Claudia Natalini e la mamma di Alice Neri, Patrizia Montorsi, dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- Il pubblico ministero Giuseppe Amara (foto Giulio Carnevali – Radio 5.9)
- Gli avvocati Marco Pellegrini e Cosimo Zaccaria dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- Gli avvocati Marco Pellegrini e Cosimo Zaccaria all’esterno della Corte d’assise dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- Patrizia Montorsi, mamma di Alice Neri, dopo la sentenza (foto Radio 5.9)
- Femminicidio Alice Neri: Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere (foto Radio 5.9)
- Femminicidio Alice Neri: Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere (foto Giulio Carnevali – Radio 5.9)
- Femminicidio Alice Neri: Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere (foto Giulio Carnevali – Radio 5.9)
- L’avvocato Luca Brezigar (foto Radio 5.9)
- L’avvocato Roberto Ghini all’esterno della Corte d’assise di Modena (foto Radio 5.9)
- Femminicidio Alice Neri: Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere (foto Radio 5.9)
- Femminicidio Alice Neri: Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere (foto Giulio Carnevali – Radio 5.9)
- Il gruppo dell’UDI (Unione Donne in Italia) parte civile nel processo all’esterno della Corte d’assise di Modena (foto Radio 5.9)
- Femminicidio Alice Neri: Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere (foto Radio 5.9)
- Femminicidio Alice Neri: Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere (foto Radio 5.9)
- Femminicidio Alice Neri: Mohamed Gaaloul condannato a 30 anni di carcere (foto Giulio Carnevali – Radio 5.9)

































