Spiritualità – V domenica del Tempo Ordinario, la riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:
Ascolta “La Chiesa ha il dovere di annunciare il Vangelo a tutta l’umanità” su Spreaker.
Ai poveri in spirito, ai miti, agli umili, agli operatori di pace, ai perseguitati… Gesù rivolge parole sorprendenti: Voi siete il sale della terra! Voi siete la luce del mondo! Si tratta di due immagini che mettono in evidenza una verità essenziale: il Vangelo non è destinato a pochi, ma è una parola da annunciare a tutti.
Il sale serve a molte cose, ma soprattutto a dare sapore. Senza sale il cibo è insipido, tutto ha lo stesso gusto. Applicata alla fede, questa immagine ci provoca profondamente e ci porta a chiederci: “A che cosa serve la fede?
Che differenza fa accogliere o rifiutare Cristo, vivere o meno le Beatitudini?”. A questi interrogativi Gesù risponde senza alcuna ambiguità: la fede serve a dare sapore alla vita, a restituirle gusto e senso.
La banalità del mondo
Viviamo in un mondo spesso segnato dalla banalità, dalla noia e dalla violenza, in cui si parla continuamente di “qualità della vita”. Forse si sente il bisogno di utilizzare una simile espressione perché per molti la vita è diventata un assurdo in quanto non se ne percepisce più il dono meraviglioso e la responsabilità. Ebbene Gesù, oggi ci dice, che con Lui tutto acquista senso: la gioia e la fatica, la sofferenza e la persecuzione, la vecchiaia e la morte. Nulla è escluso dalla luce del Vangelo.
Voi siete la luce del mondo. Senza luce, lo sappiamo bene, non ci sono colori, non c’è bellezza, non c’è vita. La luce è condizione essenziale per esistere. Non a caso il sole è una delle più belle immagini di Dio, sorgente della vita. Canta il Salmo 27: Il Signore è mia luce e mia salvezza (v.1). E Gesù dirà di se stesso: Io sono la luce del mondo. Il discepolo è chiamato a riflettere questa luce, a brillare, dice san Paolo, come astri nel mondo (2.15) per essere segno di Dio in mezzo agli uomini.
Gesù parla ai poveri, fragili, peccatori e malati
Gesù pronuncia queste parole davanti a donne e uomini poveri, fragili, peccatori, malati; persone che non possiedono doti particolari, prive di cultura e di influenza. Ebbene proprio a loro Gesù affida la missione di essere luce e sale del mondo.
Non è un invito a mettersi in mostra o a cercare il successo, ma a diventare trasparenza di Cristo. La luce non viene da noi: è il Signore che illumina, ma sceglie di farlo – nella logica dell’incarnazione – attraverso le nostre persone e le nostre “opere buone”.
Oggi siamo, dunque, invitati a prendere coscienza della grande responsabilità dei cristiani nel mondo. In quanto discepoli siamo chiamati a rendere visibile nella nostra vita la forza trasformante del Vangelo. Un discepolo non può vivere nell’anonimato o nascondersi nella massa.
Dio ha bisogno della sua presenza per essere conosciuto da tutti come Padre buono. Potremmo dire, con altre parole, che Gesù in questo testo evangelico parla del dovere missionario della Chiesa ad annunciare il vangelo a tutta l’umanità, senza distinzione. Si tratta di un compito affascinante e difficile nello stesso tempo, ma la testimonianza dei santi e delle sante assicura che è possibile a tutti, se ci si fida e ci si affida a Cristo.
Il loro esempio ci incoraggia ad essere credibili: cioè coerenti con i principi e la fede che professiamo. Non basta infatti apparire buoni ed onesti; occorre esserlo realmente.

S.E. Mons. Francesco Cavina (foto Monastero WiFi)












