Il Comune di Concordia ha ricordato il femminicidio di Alice Neri e annunciato che le sarà dedicata la Biblioteca cittadina

Alice Neri assieme alla mamma Patrizia
Emilia-Romagna, Concordia sulla Secchia – Grande partecipazione ieri alla serata dedicata ad Alice Neri, la giovane donna uccisa nella notte tra il 17 e il 18 novembre 2022 nelle campagne di Fossa di Concordia, in provincia di Modena.
L’iniziativa, dal titolo “Dalla parte di lei“, è stata promossa dalla Amministrazione comunale e ha visto la partecipazione della mamma e del fratello di Alice, Patrizia Montorsi e Matteo Marzoli, degli avvocati Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini, che hanno rappresentato i famigliari durante il processo, di Serena Ballista, dell’UDI di Modena, anch’essa parte civile nel processo, del sindaco Marika Menozzi e dell’assessore alle Politiche sociali Paola Giubertoni.
Durante la serata il silenzio è stato totale e composto, presenti molti cittadini, ma anche addetti ai lavori e persone che, a vario titolo, hanno contribuito alle indagini. Uomini delle Forze dell’Ordine che al ruolo di inquirenti hanno unito una sincera vicinanza alla famiglia e, ancora, la dottoressa Alessandra Silvestri, il cui lavoro ha permesso di ricostruire le cause della morte di Alice, dando una forma alla dinamica che ha caratterizzato i momenti più drammatici del delitto.
Vittimizzazione secondaria
Inevitabile parlare di vittimizzazione secondaria: sono stati ricordati i tanti commenti, scomposti e menzogneri, di coloro che, ai colpi inferti da Mohamed Gaaloul – condannato in primo grado a 30 anni di carcere per il delitto – hanno aggiunto i fendenti dei propri giudizi. Parole che resteranno e che, un giorno, potranno arrivare anche alla figlia di Alice. “Era una cocainomane“, anche se le analisi dei capelli hanno categoricamente escluso che lo fosse. “Era un’alcolizzata” che, in una sola serata – l’ultima – “ha bevuto otto Spritz”, anche se poi gli Spritz erano stati tre in molte ore. “Aveva lasciato la figlia a casa di notte“, anche se la bambina si trovava al sicuro col padre. “Era una donna facile“, anche se forse è stato proprio un “No” a costarle la vita.
Frasi pronunciate anche da cittadini di Concordia, ha ricordato, senza ipocrisia, il sindaco Menozzi. Alcuni di loro poi, conoscendo i fatti, si sono scusati per essere stati tanto avventati. Ma alla fine resta un dubbio, se Alice fosse stata un uomo, avrebbe subito i medesimi attacchi? Probabilmente no.
È forse questo il motivo per cui conosciamo quasi tutto della vittima e quasi niente dell’assassino. Un fatto frequente in una società che troppo spesso si ricorda di Caino dimenticandosi di Abele. Così, parlando di Alice, ci siamo dimenticati di Alice: la ragazza diplomata come maestra d’arte, uscita dal Venturi di Modena con il massimo dei voti, la lavoratrice instancabile, la donna che amava i colori, che disegnava, che si stava facendo strada nel mondo, l’amica, la figlia che amava la propria madre, la madre innamoratissima della propria figlia.
Alla fine l’assessore Giubertoni ha annunciato, non senza commozione, che la Biblioteca comunale di Concordia sarà intitolata ad Alice Neri: un monito “contro la violenza” e contro la “vittimizzazione secondaria”. Con la speranza che un giorno “la figlia di Alice possa frequentare questo luogo”, provando orgoglio per quella mamma uccisa due volte, la prima da un killer nascosto nel buio, la seconda da tante piccole persone, nascoste dietro un’ipocrisia priva di pietà.

Da sinistra, Serena Ballista, Cosimo Zaccaria, Marco Pellegrini, Paola Giubertoni, Patrizia Montorsi e Matteo Marzoli







