Arrivederci Marco, campione e uomo vero
Scritto da Lucio Bertoncelli il 19 Agosto 2025
Marco Belinelli dice addio al basket giocato, è stato l’unico Italiano a lasciare un segno in Nba con l’anello vinto a San Antonio

Questa l’iconica immagine scelta dall’ultimo capitano della Virtus per dare l’annuncio del ritiro
Un momento triste per chi ama il basket
Quando un grande campione lascia lo sport agonistico c’è sempre un velo di tristezza per ciò che, purtroppo, non potremo più vedere. Tristezza che dev’essere compensata dalla considerazione che, chi l’ha potuto ammirare in oltre 20 anni di carriera, può davvero considerarsi fortunato.
Marco Belinelli, da giocatore, ha rappresentato l’essenza vera di questo sport meraviglioso : il Tiratore con la T volutamente maiuscola. Con la sua uscita di scena tutti gli allenatori avversari avranno un problema in meno, in Eurolega come in Lba non dovranno spendere quasi tutti i time out a cercare di spiegare come tentare d’impedirgli di ricevere la palla.
Il suo movimento senza palla per ricevere è già oggi leggendario peccato che, spesso, gli arbitri non l’abbiano abbastanza “protetto” concedendo ai suoi avversari ciò che il regolamento del basket non prevede.
Il primo e l’ultimo canestro con la Vnera
Cresciuto nelle giovanili della Virtus, con la Vnera sul petto, Marco Belinelli ha segnato il primo e l’ultimo canestro in partite ufficiali. In mezzo una carriera straordinaria proseguita con la Fortitudo in Italia, tante franchigie Nba tra le quali spicca quella di San Antonio alla corte di Greg Popovich con la cui maglia (bianconera un segno del destino) conquista l’anello Nba da protagonista con punti decisivi in gara 4 e 5 delle finals, nonchè la gara del tiro da 3 punti nell’all star game della stessa stagione.
Al ritorno in Italia nel 2020, subito nel 2021 lo scudetto e l’anno dopo l’Eurocup, per coronare una carriera prestigiosa con l’ultimo scudetto da capitano il 17 giugno di quest’anno.
Sarà ambasciatore della Virtus ?
E’ molto probabile che Belinelli resti alla Virtus come ambasciatore delle Vnere, la Virtus ha ancora bisogno di lui, oggi più che mai, in un momento in cui i valori e l’immagine sono tanto importanti.
Serve alla Virtus qualcuno che parli della Virtus con il mondo dell’informazione. Al tempo dei social è indispensabile, serve un dialogo costante ed equilibrato con chi vive la Virtus 365 giorni all’anno e spesso 24 h. su 24 e la società.
Paolo Ronci e Dusko Ivanovic, per loro stessa ammissione, non hanno tra le priorità, quella di trasmettere all’esterno gli umori e le sensazioni della squadra. Le comunicazioni pre e post partita del coach sono, nella loro estrema sintesi, quasi comiche, serve pertanto una figura che consenta a tutti di capire e interpretare ciò che avviene in campo e vicino ad esso. Un uomo dell’esperienza e carisma del capitano potranno essere fondamentali per aumentare il feeling tra tifosi e società.







