Anniversario della strage di via D’Amelio: le 5 frasi più belle di Paolo Borsellino

Oggi ricorre l’anniversario della strage di via D’Amelio, il 19 luglio del 1992 infatti persero la vita a Palermo il giudice antimafia Paolo Borsellino e gli agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

La cosa toccante relativa alla figura di Paolo Borsellino sta nel fatto che, come accade anche per il collega e amico Giovanni Falcone, oggi, moltissimi giovani, nonostante non possano ricordarlo direttamente, sono affezionati alla sua figura divenuta un simbolo della lotta contro la mafia.

Oggi abbiamo voluto riportare cinque frasi di Borsellino divenute ormai famose sperando che il suo ricordo, assieme al ricordo degli agenti della sua scorta, non venga mai meno.

Cinque frasi di Paolo Borsellino 

  1. Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo.

  2. Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.

  3. La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, sennò diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti.

  4. È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

  5. Giovanni, ho preparato il discorso da tenere in chiesa dopo la tua morte: “Ci sono tante teste di minchia: teste di minchia che sognano di svuotare il Mediterraneo con un secchiello… quelle che sognano di sciogliere i ghiacciai del Polo con un fiammifero… ma oggi signori e signore davanti a voi, in questa bara di mogano costosissima, c’è il più testa di minchia di tutti… Uno che aveva sognato niente di meno di sconfiggere la mafia applicando la legge”