A volte ritornano: il vinile vince la sfida delle vendite contro i CD per la prima volta dopo 30 anni

Oggetto di arredamento, di culto, di tendenza, un simbolo dei bei tempi che ritorna nelle nostre vite

È un grande ritorno sul mercato, e nelle nostre vite: i vinili hanno superato i CD nelle classifiche di vendita negli Stati Uniti per la prima volta dagli anni ’80, cioè dal periodo in cui i CD sono entrati sul mercato: i dati sono della Recording Industry Association of America (la RIAA, che certifica le vendite dei supporti fisici e digitali per quanto concerne il mercato musicale).

Il report sulle vendite della prima metà del 2020 parlano chiaro: i vinili si sono presi il 62% del mercato dei supporti fisici musicali, per un totale di 232 milioni di dollari. La produzione di vinili ha comunque coperto solo il 4% delle vendite totali di musica: la fruizione dei propri brani preferiti, come succede ormai da molti anni, è specialmente digitale, ma forse il vinile è più un fenomeno di costume e di collezionismo, un modo diverso (e antico allo stesso tempo) di fruire della propria musica preferita.

Le copertine grandi e colorate, il culto del disco nero che gira su un piatto per ore e ore, la capacità di essere anche oggetto di arredamento: tutto questo e molto altro hanno riportato in auge il vinile. Fenomeno passeggero o il ritorno nelle nostre vite è segnato?

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