24 Ore del Nürburgring: ritiro amaro per Raffaele Marciello,

Scritto da il 18 Maggio 2026

La 24 Ore del Nürburgring 2026 si è chiusa con un epilogo amaro per Raffaele Marciello e per tutta la squadra BMW, arrivati al via con l’obiettivo dichiarato di difendere il successo conquistato l’anno precedente. Lello condivideva la BMW #1 con Augusto Farfus, Jordan Pepper e Kelvin van der Linde, un equipaggio di altissimo livello che si presentava sulla griglia con il numero riservato ai campioni in carica.

Il weekend era iniziato con segnali incoraggianti: la vettura ufficiale BMW si era mostrata subito competitiva sul leggendario tracciato della Nordschleife, l’“Inferno Verde”, dove ogni curva può trasformarsi in una trappola e ogni variazione meteo può riscrivere la gara. Le prime ore sono state un condensato di ciò che rende unica questa 24 Ore: pioggia intermittente, traffico serrato, incidenti multipli e un ritmo che non concede respiro. Nonostante tutto, la BMW #1 è rimasta stabilmente nel gruppo dei protagonisti, alternando i piloti senza sbavature e mantenendo vive le ambizioni di un risultato importante.

Con il passare delle ore, però, la corsa ha preso una piega inattesa. Un problema tecnico improvviso ha compromesso la competitività della vettura, costringendo il team al ritiro. Un epilogo che lascia rammarico, soprattutto perché non legato a un errore in pista, ma a un inconveniente meccanico che ha spento le speranze di un equipaggio costruito per vincere.

Nelle posizioni di vertice, invece, ha trovato spazio anche la Mercedes AMG #3, protagonista di una prova solida e costante. A renderla ancora più osservata speciale c’era la presenza di Max Verstappen, impegnato nel suo weekend libero dalla Formula 1. L’olandese ha contribuito al ritmo della vettura con stint puliti e competitivi, confermando ancora una volta la sua capacità di adattarsi a qualsiasi contesto, anche lontano dai riflettori del Mondiale.

Il ritiro della BMW #1 non cancella quanto mostrato nella fase iniziale della gara, né ridimensiona il valore di Marciello, ormai presenza fissa ai vertici dell’endurance internazionale. Ma lasciare il Nürburgring senza vedere la bandiera a scacchi resta una ferita difficile da digerire, soprattutto in una gara che, per tradizione, non perdona nulla.

CREDITS: instagram Raffaele Marciello


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