“Stazione Termini. Lookbook 2009-2021” di Niccolò Berretta: un viaggio fotografico durato 12 anni

Scritto da il 23 Novembre 2021

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Stazione Termini. Lookbook 2009-2021” è un viaggio fotografico ma, singolarmente, si tratta di un viaggio che avviene sempre nello stesso luogo.

Il luogo in questione è la Stazione Termini di Roma, centro di arrivi e partenze dove ogni giorno i treni accompagnano migliaia di persone nei loro transiti quotidiani. Il fotografo Niccolò Berretta dal 2009 al 2021 ha ritratto centinaia di soggetti di cui 490 sono stati inseriti in questa pubblicazione.

Sfogliando il libro edito da Drago Publisher, casa editrice di “arte contemporanea e cultura pop” con l’attivo varie pubblicazioni di carattere nazionale e internazionale, si sente subito il desiderio di sapere di più sulle persone che riempiono queste pagine, sulla loro storia, sul perché si trovassero lì: ma questi sono i viaggi, momenti in cui incontriamo volti e luoghi che probabilmente non rivedremo più ma che, al tempo stesso, si fissano nella nostra memoria, restando con noi anche quando siamo tornati a casa.

L’intervista

 

Stazione Termini è un progetto durato 12 anni: cos’è cambiato tra l’inizio e la fine di questo progetto? Hai notato delle differenze nel contesto e nelle persone col passare del tempo?

Il progetto Stazione Termini è iniziato nel 2009, conoscevo bene la stazione ma è da quell’ottobre che ho visto per la prima volta il potenziale che poteva avere per un progetto fotografico a lungo termine.
Uno dei motivi che mi spinge a portare avanti questo progetto è proprio la curiosità di vedere i cambiamenti nel corso degli anni. Per quanto riguarda i vestiti e le persone i cambiamenti non sono ancora significativi.
I cambiamenti principali li ho notati sul mutare della stazione, sia per quanto riguarda l struttura, la nascita di nuovi spazi, sia il cambiare delle pubblicità e delle locandine cinematografiche.

 

Cosa ha determinato un tempo di realizzazione così esteso? Cosa ha fatto iniziare il progetto e cosa l’ha fatto terminare?
Ho iniziato nel 2009 senza un’idea prestabilita di quanto potesse durare questo progetto. Una volta accumulate le prime cartelle di foto ho notato che il potenziale vero lo potevo raggiungere archiviando un gran numero di scatti nel tempo.
In realtà vorrei continuarlo per sempre Stazione Termini, magari con una frequenza minore rispetto alla prima parte, ma vorrei troppo vedere che sembianze prenderà la Stazione nel 2040!

 

Guardando le persone che ritrai si vorrebbe sapere di più sulla loro storia, chi è vivo, chi è morto, cosa è cambiato per loro da quello scatto… ti sei mai chiesto quale sia stato il destino delle persone che hai incontrato?
Un personaggio chiave in questi anni è stato Bruno, il tassinaro abusivo. Lui mi ha presentato diversi personaggi assurdi che purtroppo non ci stanno più.
Sul canale Instagram di Stazione Termini ho caricato un video che mostra i momenti in cui dopo tutti questi anni gli consegno il libro in cui lui aveva partecipato attivamente come una sorta di Talent Scout.
Una volta che inizia a sfogliarlo, commosso, riconosce diversi volti e racconta di chi ci sta ancora e di chi purtroppo non ci sta più. Le foto sono scollegate da qualsiasi tipo di informazione riguardante il soggetto per scelta.
Per due anni ho frequentato la Caritas raccogliendo numerose interviste che ho poi utilizzato per un video di sole storie e inquadrature larghe nella stazione, in questo caso succede l’opposto, hai numerose storie ma non sono mai collegate a dei volti.

 

Tra le persone fotografate qualcuna ti è rimasta impressa più di altre? Se sì per quale motivo?
Diverse foto ritengo che rappresentino bene quello che volevo mostrare, in particolare ci sta un ragazzo che ho sempre chiamato “Cucciolo” che ritorna credo otto volte in tutto il libro. Poverino, è venuto a mancare a febbraio di quest’anno, è morto di freddo alla stazione.

 

 

Niccolò Berretta 

 

“Niccolò Berretta è fotografo e direttore della fotografia. Ha curato la fotografia di numerosi documentari, videoclip e cortometraggi e lavorato con diversi brand del lusso. Dal 2009 scatta fotografie alla stazione Termini di Roma” (Drago Publisher)

 

 


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