Vangelo della domenica, la riflessione del Vescovo Francesco Cavina: “Rinnegare se stessi per seguire Cristo”

Scritto da il 11 Settembre 2021

Firenze, Cristo di Michelangelo. Foto Aleandro Biagianti / AGF

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La riflessione sul Vangelo di domenica 12 settembre 2021 del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:

“Gesù pone una domanda ai suoi amici più intimi: Chi dice la gente che io sia. Ed essi con semplicità riferiscono le diverse opinioni che circolano su di Lui. Gesù è considerato come un profeta, in cui appaiono caratteristiche ora di questo o di quell’altro profeta fino a giungere ad Elia e alla persona di Giovanni il Battista, ucciso da Erode.

A Gesù non interessa principalmente conoscere l’opinione degli uomini, ma  creare l’occasione per rivelare ai suoi discepoli chi Egli sia.

Infatti, non è possibile seguire qualcuno, avere una amicizia intima con una persona se prima non la si conosce veramente. E così pone ai dodici ancora una domanda: E voi chi dite che io sia? Questa domanda oggi è rivolta anche a noi. E adesso come allora esiste una sola risposta vera: Tu sei il Cristo¸ Confessare che Gesù è il Cristo significa riconoscerlo come il Figlio di Dio, venuto nel mondo per portare la salvezza.

Non è dunque, sufficiente nutrire per la sua persona una simpatia umana, per quanto legittima e preziosa, e neppure considerarlo come un personaggio degno di interesse per il messaggio che porta.

Professare la divinità di Cristo significa riconoscere che da Lui dipende tutta la mia vita, cioè il mio destino, la mia felicità, il mio successo o la mia rovina. Allora, la nostra prima preoccupazione, come la preoccupazione di ogni uomo che viene al mondo, deve essere quella di conoscere il Signore per vivere uniti a Lui, come il tralcio alla vite.

Il tralcio dipende, per la sua sopravvivenza, dalla sua unione alla vite, che gli invia la linfa. Separato da essa secca e viene gettato nel fuoco. Così è per noi. Conoscere, amare e servire Cristo ci è necessario per sapere chi è Dio e chi siamo noi.

Ma c’è un ma! Per seguire Gesù è necessario rinnegare se stessi.

Queste parole appaiono a prima vista dure ed incomprensibili, ma in realtà esse sono un dono di Dio per tutti noi. Rinnegare se stessi non significa eliminare quello che abbiamo di bello, di buono, di vero nella nostra vita perchè viene da Dio. E tutto quello che viene da Dio va custodito, confermato, rinnovato, amato.

Rinnegare se stessi significa rinunziare al proprio “io” per dar spazio a Dio, significa saper fare un passo indietro per accogliere le esigenze dell’altro, significa vivere con maggiore altruismo invece di rimanere rinchiusi nel proprio egoismo.

Si rinnega se stessi per fare entrare Cristo nella propria vita e con Lui non si perde nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande, ma con il suo amore ci trasforma e ci rende persone nuove.

Chiediamo al Signore che ci aiuti a scoprire la bellezza della fede e la bellezza di vivere in amicizia con Lui.”

 

Francesco Cavina

S.E. Mons. Francesco Cavina

 

 


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