L’intervista – Il fenomeno del “Pull a pig”: l’assurdo “gioco” che ha per vittime giovani donne

Scritto da il 28 Luglio 2021

Foto di Anemone123 da Pixabay

 

Si sta diffondendo, come una moda, un perverso fenomeno di bullismo che ha per vittime giovani donne. Si tratta di un assurdo gioco che coinvolge gruppi di ragazzi intenzionati a sfidarsi nel tentativo di conquistare e portare a letto la donna meno attraente della serata, parliamo del Pull a pig, letteralmente ‘ inganna un maiale’.  Approfondiamo l’argomento insieme al Dott. Ezio Pellicano, Psicologo-Psicoterapeuta.

Cosa può dirci di questo fenomeno e quali sono le “regole del gioco”?

Purtroppo è una pratica che vede protagonisti un gruppo di amici che si sfida nell’avvicinare la ragazza meno attraente, la più brutta, col solo fine di farle percepire interesse nei suoi confronti, conquistarla e magari sedurla per poi umiliarla svelandogli la sfida e lo scherzo di cui è vittima.

Quali sono secondo lei le motivazioni che spingono un individuo ad accettare la “sfida”?

Innanzitutto, sentirsi il più forte del gruppo, complice, inoltre la sensazione di potere che scaturisce dall’essere riusciti a dominare l’altro facendogli fare ogni cosa. Ricordiamo che chi ha bisogno di sentirsi forte dietro uno schermo, davanti ad un gruppo, con una persona psicologicamente più fragile e con meno strumenti per difendersi, sta mostrando le proprie fragilità, l’assenza di senso morale. Si tratta di un soggetto che è il risultato di un fallimento educativo, in quanto non ha la percezione delle conseguenze delle proprie azioni.

Il “cacciatore/sfidante” come considera la preda/vittima”?

Semplicemente la considera un oggetto di divertimento senza alcun limite di umanità ed empatia.

Quale, secondo lei, è il vero rischio e quali sono maggiormente i “terreni di caccia”?

Personalmente resto sconcertato dalla variabile “gioco” con cui si presenta e purtroppo viene pubblicizzato, come tale, in determinati canali social. Ma non è un gioco, qui parliamo di prevaricare e violentare i sentimenti di una persona fragile, si approfitta della sua ingenuità e sensibilità. Prima parlavo di canali social, proprio perché tutta la “caccia” viene documentata e diffusa anche attraverso le chat! Questo da una parte amplifica la mortificazione della vittima che si sente messa a nudo dalle tante condivisioni e commenti, dall’altra aumenta la gloria del “cacciatore”.

Cosa nasconde in realtà questo fenomeno?

Un problema grave che deriva da un altrettanto grave problema diseducativo. C’è volontà nel sopraffare l’altro, c’è una vittima debole, ci sono i social e le chat, quindi un gruppo giudicante che non ti riconosce ed approva e sappiamo tutti quanto gli altri (in questo caso “complici” come in tutte le forme di bullismo)siano fondamentali soprattutto in età adolescenziale.  C’è un meccanismo che distrugge l’identità di una persona che intacca profondamente la sua autostima e la sicurezza in sé.

Quali sono le conseguenze di chi è vittima di questo “gioco”?

Le conseguenze sono, ovviamente, disastrose dal punto di vista morale, ma anche psicologico e fisico. Ci sono ragazze diventate anoressiche, altre che sono arrivate ad atti di autolesionismo ed altre che non riescono più a vivere una qualsiasi relazione con altre persone.

La società in cui viviamo come può condizionare il nascere di questi fenomeni e con quali ripercussioni?​

Lo ritengo anche un problema di cultura generale della società in quanto siamo condizionati nel vedere la bellezza esteriore come un valore fondamentale, questo porta spesso le vittime a darsi una colpa, ad odiare il proprio corpo e il proprio aspetto estetico, si accusano anche di essere stupide e credulone per essere cadute nella trappola dei cyberbulli.

In conclusione, qual è il suo messaggio?

Sarò ripetitivo ma mi hanno sempre insegnato che chiamare le cose per nome aiuta a conoscerle. Vorrei dire ai giovani che il Pull a pig non è un gioco, un gioco è un’attività di intrattenimento volontaria e intrinsecamente motivata, svolta da adulti, bambini o animali, a scopo ricreativo. Dal punto di vista sociale, il gioco è visto come un momento di incontro, dove ci si ritrova tutti insieme senza distinzioni di sesso, etnia o religione; un momento di socializzazione, dove si acquisiscono anche delle regole.

Giocare è anche integrazione dove, ricordiamo, le regole valgono per tutti allo stesso modo. Il gioco è anche divertimento, un momento leggero e di spensieratezza. Pull a pig è violenza, è bullismo inteso come una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, tanto di natura fisica che psicologica, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone percepite come più deboli dal soggetto che perpetra uno o più atti in questione.

Sinceramente faccio fatica a considerare, in questa tematica, (vedendo anche le conseguenze di tali atti) come possano coesistere gioco e bullismo. Cominciamo a chiamarlo per nome e forse riusciremo a sensibilizzare i più giovani con l’obiettivo di ridurre i “complici” ed isolare il “cacciatore”.


Ezio Pellicano

Ezio Pellicano

Ezio Pellicano è psicoterapeuta specializzato nell’indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritto all’Ordine degli Psicologi del Lazio dal 2003 (nr. 12449), svolge la professione presso studio privato a Colleferro in Provincia di Roma.

Rivolge il suo intervento al trattamento individuale di giovani e adulti su tematiche quali ansia, panico, depressione, dipendenze, fobie e disturbi del comportamento alimentare.

 

 


 

 


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