Vangelo della domenica, la riflessione del Vescovo Francesco Cavina: “Il Vangelo è un codice esistenziale per una vita nuova”

Scritto da il 23 Maggio 2021

Pentecoste

Foto Mimmo Frassineti / AGF. 18/04/2012 Roma. Galleria Nazionale d’Arte Antica di palazzo Corsini. Conferenza stampa di presentazione del restauro del trittico Corsini del Beato Angelico, un capolavoro ammirato da Stendhal, che fa ritorno al museo dopo un complesso intervento attuato dalla restauratrice Elisabetta Zatti nel corso del quale sono stati rimossi rifacimenti che deturpavano l’opera. Il dipinto, realizzato a tempera all’uovo si compone di tre tavole con l’Ascensione, il Giudizio Universale è la Pentecoste. Nella foto particolare de La Pentecoste.

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Condividiamo di seguito la riflessione sul Vangelo di domenica 23 maggio 2021 di monsignor Francesco Cavina, Vescovo Emerito di Carpi:

“La Pentecoste, che oggi celebriamo, è la festa dello Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità. Gesù, prima di lasciare questo mondo, cioè prima della sua morte, annuncia, con un’affermazione singolare, la venuta dello Spirito: È meglio per voi che io me ne vada (Gv. 16.7).

I discepoli nelle parole del Maestro colgono solo l’aspetto della separazione, che suscita in loro un sentimento di tristezza. Possiamo ben immaginare le obiezioni degli apostoli: “Ma come! Tu sei venuto per salvarci, per essere la nostra guida, tu che ti sei dichiarato nostro amico ora vuoi andartene?”.

Gesù per tranquillizzare i suoi spiega il motivo per il quale deve andarsene: Se non me ne vado non verrà a voi il Consolatore, ma se me ne vado, ve lo invierò. Con queste parole, Egli dichiara che la sua partenza sarà un vantaggio per i suoi perché renderà possibile l’invio del Paraclito, cioè del Consolatore, il quale ha la missione di rendere presente Cristo. Gesù infatti afferma: non vi lascerò orfani, io tornerò a voi – e ripete – vado ma torno a voi.

Lo Spirito Santo dunque è Qualcuno del tutto simile a Cristo il quale prenderà il suo posto, ma non si sostituirà a Lui, in quanto ha il compito di rendere contemporaneo Cristo in ogni generazione che si succederà sulla terra. Una contemporaneità non più secondo la carne ma secondo lo Spirito come dolce ospite dell’anima.

Lo Spirito appare tutto in funzione di Cristo. Non ha un vangelo suo da annunciare, non è un concorrente di Cristo. Lo Spirito Santo oltre a rendere presente Cristo porta anche a compimento l’opera da Lui iniziata, in quanto ha il compito di guidare i discepoli alla conoscenza ti tutta la Verità. Grazie allo Spirito Santo il discepolo ha la possibilità di comprendere, approfondire e vivere le parole di Gesù.

Lo Spirito ci dice che tutto quello che Gesù ha insegnato quando era in mezzo agli uomini non è arida dottrina ma legge di vita. Ci insegna che il Vangelo non è solo né principalmente un testo di studio, ma è codice esistenziale, legge e segnaletica per una vita nuova.

Solo accogliendo la parola di Cristo si vive nella Verità, perché conoscere la Verità è sapere Gesù Cristo. Dire vero e dire falso significa, in ultima analisi, dire come Gesù o difforme da Gesù.”

 

 


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