Vangelo della domenica, la riflessione del Vescovo Francesco Cavina: “La Passione di Cristo ci salva”

Scritto da il 27 Marzo 2021

Condividiamo di seguito la riflessione sul Vangelo di domenica 28 marzo 2021 di monsignor Francesco Cavina*:

“Con questa domenica iniziamo la settimana più santa dell’anno. In essa la Chiesa celebra i misteri centrali della fede: la passione, la morte, la sepoltura e la resurrezione di Cristo. Con questi eventi Gesù conclude la Sua esistenza terrena e  prende avvio il tempo della Chiesa.

Siamo introdotti a questa grande settimana dalla processione con i rami di ulivo – che vivremo in forma ridotta – con la quale riviviamo il solenne e trionfale ingresso di Gesù nella città di Gerusalemme. Un trionfo di breve durata! Infatti, nei giorni successivi, vedremo Cristo rifiutato, tradito e condannato ad una morte atroce. È questa la ragione per la quale la Chiesa ci propone in questa domenica la lettura della Passione secondo il Vangelo di san Marco.

Nel racconto emerge che Gesù di Nazareth – disprezzato, torturato e dichiarato colpevole – non è un profeta qualsiasi, ma è Dio stesso il quale dona la sua vita per liberarci dalla schiavitù del peccato che ci impedisce di amarci e di amare Dio e i fratelli. Nella morte di Cristo in croce, dunque, noi leggiamo non solo l’ eroismo di un uomo, ma l’amore infinito di Dio nei confronti dell’umanità.

Il racconto è pieno di personaggi che si relazionano a Cristo. Di questi, alcuni sono da imitare, altri, invece, sono da “evitare”. Sicuramente non sono da assumere a modello di vita la figura inquietante e tragica di Giuda, che tradisce; la mancata vigilanza degli apostoli che, pur animati da un sincero amore nei confronti di Gesù, sono vinti dal sonno e dalla paura; la chiusura alla grazia dei capi del popolo; il rinnegamento di Pietro; l’atteggiamento incoerente e timoroso di Pilato; la cattiveria dei soldati che insultano e scherniscono Gesù.

È doveroso, invece, fare nostri l’amore e la tenerezza della donna che versa il profumo sul capo di Gesù; la fedeltà ed il coraggio delle donne che accompagnano Cristo nella via crucis; la professione di fede del centurione, che vedendo come il Signore muore lo confessa vero Figlio di Dio; l’eroica fede della Vergine Madre la quale sotto la croce rinnova il proprio “fiat” alla volontà di Dio e, così, viene associata all’opera di redenzione del suo divin Figlio; il coraggio di Giuseppe di Arimatea, che chiede il corpo del Crocifisso, mettendo a repentaglio la sua stessa vita.

È la Passione di Cristo che ci salva, perché è nella Passione che veramente si esprime e si attua l’amore di Dio. A salvarci, dunque, non è il dolore – che lasciato a se stesso conduce alla disperazione – ma l’amore del Figlio di Dio consumato fino al dono di sé, il quale esige di essere accolto e ricambiato.

Ci aiuta a comprendere questa esigenza un grande pensatore cristiano, Pascal. Un giorno udì la voce del Signore che gli diceva: “Io ti sono più amico che il tale e il talaltro; io ho fatto per te più di essi: essi non soffrirebbero da te quello che io ho sofferto e non morirebbero per te, come io ho fatto e sarei disposto a fare ancora…vuoi tu che io continui a versare per te il sangue della mia umanità, senza che tu mi doni neppure una lacrima?”

*Vescovo Emerito di Carpi 

Ascolta “Vangelo della domenica, la riflessione del Vescovo Francesco Cavina: “La Passione di Cristo ci salva”” su Spreaker.

 


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