Vangelo della domenica, il commento del Vescovo Francesco Cavina: “Smettiamola di voltare le spalle a Dio”

Il commento al Vangelo di domenica 26 gennaio 2020 di monsignor Francesco Cavina:

“Gesù, dopo che il cugino Giovanni fu arrestato, si trasferisce da Nazareth a Cafarnao, una città che sorgeva sulle rive del lago di Tiberiade e che aveva un carattere cosmopolita. In essa, come del resto nella regione della Galilea, abitavano anche pagani. Con questa scelta il Signore intende affermare chiaramente che la parola che Egli annuncia non è riservata al solo popolo d’Israele, ma è per tutti perché Lui è la Luce che viene ad illuminare il mistero che siamo noi rivelandoci il fine ed il senso della nostra esistenza.

Per accogliere la novità che è entrata nel mondo con la sua Persona è necessario la conversione: Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino. In queste parole è racchiuso l’intero messaggio di Gesù. In esso troviamo un appello ed un annuncio.

Nell’appello – Convertitevi – Gesù invita a cambiare vita, a smettere di voltare le spalle a Dio, credendo di trovare lontano da Lui la felicità e la salvezza, per volgere la faccia a Lui.

La richiesta della conversione è motiva dal fatto che il regno dei cieli è vicino. L’espressione che Gesù utilizza serve per indicare Dio stesso, il quale inviando il suo unico Figlio mostra il suo impegno di bontà e di amore in favore dell’umanità. Dio, in Cristo, è divenuto così prossimo all’ umanità che la sua voce risuona nelle piazze degli uomini. Dio, non è, pertanto, un’entità vaga, ma un “avvenimento” che capita anche oggi per mezzo della Chiesa, chiamata a continuare l’opera di Cristo, suo Signore e Sposo.

Gesù nella preghiera del “Padre nostro” insegna che il Regno di Dio è un regno in cui il nome di Dio verrà realmente santificato, in cui la Sua volontà si compirà pienamente, dove gli uomini avranno abbondanza di tutto, ogni colpa sarà perdonata e il male completamente distrutto. A Dio appartiene questo futuro e il dono di Gesù diventa certezza che il Padre in avvenire manterrà le sue promesse.  E sorgeranno per noi e per tutti cieli nuovi e terra nuova.

La conversione della vita si storicizza nella sequela di Cristo, che comporta di legarsi e mettersi in cammino con Lui e accettare la sua guida. Ecco la chiamata dei primi discepoli. L’episodio avviene sulle rive del lago dove Gesù camminava e dove gli uomini erano intenti al loro lavoro di pescatori. Una simile modalità ci porta a riconoscere che l’appello del Signore alla conversione raggiunge l’uomo in qualunque situazione egli si trovi a vivere, anche nello svolgimento della propria professione. Chi accoglie la chiamata esce dalla sua precedente condizione di vita per entrare in una realtà dove il desiderio di bene, bontà, bellezza e verità, presente in ogni cuore, diventa possibile.

Anche oggi il Signore bussa alla porta della nostra vita. L’iniziativa è sempre la sua. Se gli apriamo, Egli verrà a noi per renderci partecipi della sua dignità di Figlio di Dio. L’unica condizione che ci viene chiesta, perchè possa realizzarsi questo meraviglioso progetto, è di aprirci pienamente a Lui gettando fuori dalla nostra vita ciò che appartiene al vecchio mondo, il peccato. Così germinerà il mondo nuovo di Dio dove regna l’amore, la gioia e la pace.”

*Vescovo Emerito di Carpi